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    Trómos/Terrore - Seminari psicoanalitici sulla psicosi - Dottor Mauro Manica
  • Secondo Ciclo di seminari con il dott. Mauro Manica Anno 2019
    "ALCUNI CONCETTI FONDAMENTALI DELLA PSICOANALISI IN UNA NUOVA CHIAVE"

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Seminari psicoanalitici sulla psicosi

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Trómos/Terrore

Seminari psicoanalitici sulla psicosi

Dottor Mauro Manica

 

 

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ABSTRACT

L'intenzione che attraversa questo ciclo di seminari è quella di tentare di delineare percorsi teorici e clinici che interroghino da una prospettiva psicoanalitica il mistero (lo “scandalo” diceva Kurt Schneider) della psicosi.
Penso che sia necessario indicare a chiunque sia interessato i motivi che hanno indirizzato la scelta del titolo di questo ciclo: Trómos/Terrore.
Qual è il terrore che contrassegna le esperienze psicotiche? Qualunque esperienza psicotica, sia che si declini sul versante dissociativo sia che venga a svolgersi lungo gli abissi di una condizione depressiva?
Utilizzando una prospettiva kleiniana, potremmo pensare che i poli di una sofferenza psicotica vengano a declinarsi tra una possibile fissazione alla posizione schizo-paranoide (PS) e una fissazione alla posizione depressiva (D). La psicosi si costituirebbe allora come un'impasse drammatica nello sviluppo della mente, che consegna a un sistema di angosce e di difese in cui si esaurisce ogni possibilità di evoluzione. PS diventerebbe così l'attrattore psicodinamico attorno a cui si assembla ogni forma di vita schizofrenica. E D si darebbe come il polo di aggregazione di qualsiasi sofferenza depressiva.
In realtà, la clinica ci restituisce una nosologia ben più complessa, dove fattori di personalità, fattori ambientali e culturali, fattori biologici e dimensioni transgenerazionali ci spingono oltre ad un mero concetto di fissazione in PS o in D. Le configurazioni psicodinamiche, così come quelle psicopatologiche, danno vita a svariate forme di transizione che costringono a rendere più complessi e articolati i tentativi di formulare una diagnosi.
Mi pare però che in ogni esperienza psicotica compaia (seppure in diversi momenti del decorso patologico) il sentimento del terrore, come leitmotiv, come filo rosso che segna un confine, scava un abisso tra il circolo psicopatologico delle esperienze cosiddette nevrotiche e quello delle psicosi. Bion (1963a), forse, ci ha implicitamente indicato la presenza di questo spartiacque, collocandolo al confine tra la colonna 1 e la colonna 2 della Griglia, tra il protomentale delle esperienze definitorie e la possibilità di accesso a una mente simbolica ([1]).
Comunque, il greco antico aveva creato tre lemmi per dare parola, consistenza semantica e indubbiamente anche corpo all'esperienza del terrore, che erano: phόbos, ékplexis e trόmos.
Se Phόbos (il compagno di Ares/Marte) significava “fuga”, “panico”, “spavento”, ma anche un “terrore in grado di generare un desiderio di sottomissione”, oppure diventava l'“oggetto” o il “mezzo che suscita terrore”, per questi aloni di senso è entrato nel linguaggio psicopatologico con una connotazione molto specifica. Phόbos è la “fobia”, la “paura” strettamente connessa a un oggetto o ad una situazione che tematizza l'esperienza delle nevrosi fobiche o, tutt'al più, del disturbo da attacchi di panico.
Ékplexis è invece il “terrore”, lo “spavento”, oppure lo “stupore” di fronte a qualcosa di “portentosa grandezza”, è una “passione violenta”. Il suo senso sembra percorrere la cresta sottile che separa il versante del sublime da quello del terrifico. E allora, per quanto suggestivo, pare più adatto all'esperienza artistica che a quella psicopatologica.
Trόmos viene invece a darsi come il termine più adatto a connotare una particolare esperienza emotiva che contrassegna le esperienze psicotiche. Infatti è “timore”, è “terrore” ma è soprattutto “tremore”, “tremito”, sembra dire di un sentimento (e anche di una sensazione) che può riferirsi alla mente e al contempo anche al corpo.
E' addirittura “scossa di terremoto”; e Tromaίos è il “tremendo”, il “terribile”, è “rivolgimento”, “mutazione” catastrofica. Trόmos pare allora condensare in sé il quid novi della processualità psicotica e quella descrizione del panico organismico che Ping Nie Pao (1979) aveva indicato come nucleo dell'angoscia schizofrenica.
Ma Trόmos ha anche in sé l'impronta semantica di quel terrore-senza-nome che Bion (1962, 1967) aveva descritto come una forma particolare di angoscia paranoide. E infine ci rimanda all'intramontabile lavoro di Conrad (1958) sulla “schizofrenia iniziale” (Die beginnende Schizophrenie) dove con “trema” o “fase trematica” veniva indicato il particolare stato d'animo, un'angoscia unica e irripetibile, che annuncia l'avvento di una spinta schizofrenica. Il trema per Conrad era il primo stadio della malattia schizofrenica e precedeva la fase “apofanica” (la fase propriamente allucinatoria e delirante) e si caratterizzava per la presenza di azioni insensate, di depressione e di sospettosità. Ma “trema” era anche il termine scelto da Conrad perché in tedesco viene utilizzato per descrivere l'esperienza emotiva dell'attore in procinto di entrare in scena: è timore e tremore. E' Trόmos dunque, il terrore trematico e traumatico che precede e accompagna la tragedia psicotica e che tenteremo di affrontare nel corso di questo anno di lavoro.

 

BIBLIOGRAFIA DI RIFERIMENTO

BION, W.R. (1961), Esperienze nei gruppi, tr.it. Armando, Roma 1971.
BION, W.R. (1965), Trasformazioni. Il passaggio dall'apprendimento alla crescita, tr.it. Armando, Roma 1973.
BION, W.R. (1970), Attenzione e interpretazione, tr.it. Armando, Roma 1973.
BION, W.R. (1977), Addomesticare i pensieri selvatici, tr.it. FrancoAngeli, Milano 1998.
BION, W.R. (1992), Cogitations, tr.it. Armando, Roma 1996.
BION, W.R. (1997), Addomesticare i pensieri selvatici, tr.it. Franco Angeli, Mlano 1998.
CIVITARESE, G. (2008), 'Cesura' as Bion's discourse on method, Int.J.Psychoanal., 89, 4,  pp. 1123-1143.
CIVITARESE, G. (2014), I sensi e l'inconscio, Borla, Roma.
FERRO, A. (2010), Tormenti di anime, Raffaello Cortina Editore, Milano.
FERRO, A. (2014), Le viscere della mente, Raffaello Cortina Editore, Milano.
FREUD, S. (1899), L'interpretazione dei sogni, OjSF, 3.
FREUD, S. (1910), Osservazioni psicoanalitiche su un caso di paranoia (Caso clinco del presidente Schreber), OSF, 6.
FREUD, S. (1914), Dalla storia di una nevrosi infantile (Caso clinico dell'uomo dei lupi), OSF, 7.
FREUD, S. (1920), Al di là del principio di piacere, OSF, 9.
GROTSTEIN, J.S. (2007), Un raggio di intensa oscurità. L'eredità di Wilfred Bion, tr.it. Raffaello Cortina Editore, Milano 2010.
KLEIN, M. (1961), Analisi di un bambino, tr.it. Bollati Boringhieri, Torino 1971.
MANICA, M. (2007), La musica della psicoanalisi, Borla, Roma.
MANICA, M. (2010), Fare psicoanalisi, vivere la clinica, sognare la teoria, Borla, Roma.
MANICA, M. (2013), Ogni angelo è tremendo. Esplorazioni ai confini della teoria e della clinica psicoanalitica, Borla, Roma.
MANICA, M., OLDOINI, M.G. (2018), Fearful simmetry. Spaventose simmetrie Stati primitivi/creativi della mente, Celid, Torino.
MANICA, M. (2019), Dalla Psichiatria alla Psicoanalisi, Per una pratica terapeutica gentile, Franco Angeli, Milano.
OGDEN, T.H. (1989), Il limite primigenio dell'esperienza, tr.it. Astrolabio, Roma 1992.
OGDEN, T.H. (1994), Soggetti dell'analisi, tr.it. Gianetti, S., Leoni, P., Dunod, Milano 1999.
OGDEN, T.H. (2013), Thomas H. Ogden in conversation with Luca Di Donna, Riv. Psicoanal.,3, pp. 625-641.
SEARLES, H.F. (1959), L'amore edipico nella controtraslazione, tr.it. I sentimenti del terapeuta, Bollati Boringhieri, Torino 1992.
SEARLES, H.F. (1979), Il paziente come terapeuta del suo analista, tr.it. in Il controtransfert,  Bollati Boringhieri, Torino 1994.
WINNICOTT, D.W. (1962), Comunicare e non comunicare: studio su alcuni opposti, tr.it. in Sviluppo affettivo e ambiente. Studio sulla teoria dello sviluppo affettivo, Armando, Roma 1970.
WINNICOTT, D.W. (1972), Sostenere e interpretare. Frammento di un'analisi, tr.it. Magi, Roma 2006.  

   

RELATORE E CONDUTTORE

Mauro Manica, psichiatra e psicoanalista, già responsabile del Servizio Ambulatoriale del Dipartimento di Salute Mentale dell’ Asl 13 di Novara, è membro Ordinario con Funzioni di Training della SPI e dell’IPA. Oltre a diversi articoli su riviste scientifiche italiane e internazionali ed in volumi collettanei, ha pubblicato i libri:

Guardare nell'ombra. Saggi di psichiatria psicoanalitica (1999);
Psicoanalisi in situazioni estreme (2004);
Il suicidio. Amore tragico, tragedia d’amore (con E. Borgna e A. Pagnoni, 2006);
La musica della psicoanalisi (2007);
Fare psicoanalisi, vivere la clinica, sognare la teoria (2010);
Ogni angelo è tremendo. Esplorazioni ai confini delle teoria e della clinica psicoanalitica (2013);
Intercettare il sogno. Sviluppi traumatici e progressione onirica nel discorso psicoanalitico (2014) presso le Edizioni Borla;
L'arte di guarire. Breviario di psicoanalisi contemporanea (2016) presso FrancoAngeli.
Nel 2019 ha pubblicato, con Franco Angeli Dalla Psichiatria alla Psicoanalisi, Per una pratica terapeutica gentile, con la prefazione di Antonino Ferro.

E’ stato redattore della Rivista di Psicoanalisi. Ha rappresentato la Società Psicoanalitica Italiana (SPI) in incontri scientifici con l’Associazione Psicoanalitica Argentina (APA) e con la Società Francese di Psicoanalisi (SPP). E’ stato relatore al 44th Congresso dell’IPA (Rio de Janeiro, luglio 2005), al 46th Congresso dell’IPA (Chicago, luglio 2009) ricevendo il Ticho award, e al 49th Congresso dell'IPA (Boston, luglio 2015). Alcuni suoi lavori sono stati tradotti in Francia, in America Latina e negli Stati Uniti. Attualmente lavora in ambito privato come psicoanalista.

 

NUMERO PARTECIPANTI E MODELLO FORMATIVO

I seminari, con un numero massimo di 20 partecipanti, sono aperti a tutti i Soci, Candidati, Aggregati ASP e colleghi esterni, qualificati nel loro iter formativo in ambito psicoanalitico. Ai professionisti che non sono soci ASP, è richiesta una presentazione tramite un breve CV.

Il dott. Manica alternerà l’approfondimento del materiale teorico alle esemplificazioni cliniche, i partecipanti potranno presentare le proprie esperienze cliniche all’interno del dialogo avviato a partire dagli stimoli del relatore. Il gruppo lavora insieme su quanto condiviso, che diviene oggetto di discussione e di riflessione teorica e clinica.

Ogni incontro di gruppo ha la durata di tre ore, e si svolge dalle 09.00 alle 12.00.

 

CALENDARIO

8   febbraio   2020,  ore 09.00 – 12.00

29 febbraio   2020,  ore 09.00 – 12.00

21 marzo      2020,  ore 09.00 – 12.00

18 aprile       2020,  ore 09.00 – 12.00

16 maggio    2020,  ore 09.00 – 12.00

20 giugno     2020,  ore 09.00 – 12.00

12 settembre 2020, ore 09.00 – 12.00

17 ottobre     2020,  ore 09.00 – 12.00

14 novembre 2020, ore 09.00 – 12.00

12 dicembre 2020, ore 09.00 – 12.00

 

SEDE

I seminari si svolgeranno presso la sede dell’ASP di Via Pergolesi, 27 – Milano

 

E’ in corso l’accreditamento per 45 crediti ECM

 

QUOTE DI PARTECIPAZIONE E MODALITA’ DI ISCRIZIONE
(vedi anche codici sconto da inserire all'atto dell'iscrizione online)

- Soci ASP e Candidati ASP – Euro 650,00 (IVA esenti) (codice sconto: socioasp750)

- Aggregati, Ex- Allievi SPP a.a. 2015-2017 – Euro 700,00 (IVA compresa) (codice sconto: aggregatoex750)

- Professionisti esterni – Euro 750,00 (IVA compresa)

 ISCRIZIONE ONLINE

Le iscrizioni sono possibili direttamente attraverso il sito, seguendo le indicazioni;

per ogni chiarimento e supporto è possibile rivolgersi alla segreteria ASP Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

LE MODALITA’ DI PAGAMENTO VERRANNO FORNITE NELL’EMAIL INVIATA DOPO L’ISCRIZIONE ALL’EVENTO. SARA' POSSIBILE PAGARE ANCHE SUDDIVIDENDO LA QUOTA IN 2 VERSAMENTI.

 

[1]  Per una definizione del significato e dell'uso della Griglia bioniana si rimanda a Manica (2016); mentre per una riflessione sulla colonna 2 come spartiacque nosologico (in senso psicodinamico) si rimanda all'ultimo capitolo di questo libro, Ascoltare la psicosi in uno stato di profonda ignoranza.