• SABATO ASP 13 OTTOBRE 2018
    QUALE TECNICA PER UNA PSICOANALISI CONTEMPORANEA? di M. MANICA

Area riservata ai Soci

SETTING

NEWSLETTER

Iscriviti alla nostra NEWSLETTER per rimanere sempre informato sulle iniziative dell'ASP.

VISITE AL SITO ASP

OggiOggi43
IeriIeri50
In settimanaIn settimana194
Nel meseNel mese1232
TotaleTotale31939
Quale tecnica per una psicoanalisi contemporanea? Sabato ASP 13 ottobre 2018
“Quale tecnica per una psicoanalisi contemporanea?” Mauro Manica Sabato ASP 13 ottobre 2018  Via Pergolesi, 27 – Milano  dalle ore 10.00 alle ore 13.00    È possibile iscriversi ON LINE cliccando qui   Attraverso la presentazione di materiale clinico e di materiale letterario (sia letteratura sensu strictu, sia letteratura psicoanalitica), ...

Read more

Nuovi modelli psicoanalitici per la teoria e per la clinica - Ciclo di seminari Condotti dal dottor Mauro Manica -
      PROGRAMMA     L'intenzione che attraversa questo ciclo di seminari è quella di tentare di delineare percorsi teorici e clinici che, muovendo dalla tradizione psicoanalitica per sottolinearne gli aspetti di continuità, incrociano momenti in cui l'emergere di nuovi modelli (Bion, ad esempio e la psicoanalisi post-bioniana) inserisce anche e...

Read more

SEMINARI CLINICO TEORICI CONDOTTI DA ANTONELLO CORREALE 2018
CICLO DI SEMINARI CLINICI TEORICIcondotti dal dott. Antonello Correale ISCRIZIONE SOLO ONLINE. CLICCA QUI. PROGRAMMAL’Associazione di Studi Psicoanalitici ripropone nel corso del 2018 quattro appuntamenti per un numero ristretto di partecipanti, quale occasione privilegiata di riflessione e ricerca sull'intervento psicoanalitico nel campo clinico...

Read more

Sabato ASP 16 dicembre - La psicologia mafiosa: un fondamentalismo nostrano. Ricerca e intervento clinico
    Scatto fotografico di Luca Zanini, g.c.   Relatori: Luciana Calvarese, Girolamo Lo Verso   16 dicembre 2017 ore 9.30 - 13,00 sede ASP di Milano, via Giovan Battista Pergolesi, 27     Il Consiglio Direttivo dell'ASP, consapevole dell'importanza scientifica e formativa della Rivista "Setting" e del suo prezioso ruolo formativo e scien...

Read more

Sabato ASP 11 novembre 2017 Il setting carcerario...
  Il setting carcerario: quale dispositivo di psicoterapia possibile tra deficit di pensabilità e meccanismi scissionali       Relatori: Luca Alici, Lucia Castellano, Grazia Fortunato, Matteo Limiti, Giovanna Tatti  È possibile iscriversi ON LINE cliccando qui   L'evento si terrà presso la sede dell'ASP invia Giovan Battista Pergolesi, ...

Read more

Sabato 14 ottobre - LO SCARABOCCHIO DINAMICO TRASFORMATIVO teoria ed esemplificazioni cliniche
LO SCARABOCCHIO DINAMICO TRASFORMATIVO teoria ed esemplificazioni cliniche    www.newscribble.it È possibile iscriversi ON LINE cliccando qui Che cos’è lo Scarabocchio Dinamico Trasformativo? “È difficile spiegare come da un gesto così semplice, come è quello di tracciare degli scarabocchi, a occhi chiusi, dove la mano va… la testa possa ela...

Read more

CONGRESSO INTERNAZIONALE: La rivoluzione intersoggettiva. Le implicazioni per la psicoanalisi e la psicoterapia
ASSOCIAZIONE DI STUDI PSICOANALITICI ASSOCIATION of PSYCHOANALYTIC STUDIES   Milano, Via Pergolesi 27 - www.associazionestudipsicoanalitici.it      COFANETTO CON CHIAVETTA USB CON I VIDEO DELLE RELAZIONI PRESENTATE CLICCA QUI PER VEDERE L'INDICE DEI CONTENUTI E PER ACQUISTARE IL COFANETTO (20 euro + eventuali spese di sped...

Read more

Quale tecnica per una psicoanalisi contemporanea? Sabato ASP 13 ottobre 2018
Quale tecnica per una psicoanalisi contemporanea? Sabato ASP 13 ottobre 2018
Nuovi modelli psicoanalitici per la teoria e per la clinica - Ciclo di seminari Condotti dal dottor Mauro Manica -
Nuovi modelli psicoanalitici per la teoria e per la clinica - Ciclo di seminari Condotti...
SEMINARI CLINICO TEORICI CONDOTTI DA ANTONELLO CORREALE 2018
SEMINARI CLINICO TEORICI CONDOTTI DA ANTONELLO CORREALE 2018
Sabato ASP 16 dicembre - La psicologia mafiosa: un fondamentalismo nostrano. Ricerca e intervento clinico
Sabato ASP 16 dicembre - La psicologia mafiosa: un fondamentalismo nostrano. Ricerca e intervento clinico...
Sabato ASP 11 novembre 2017 Il setting carcerario...
Sabato ASP 11 novembre 2017 Il setting carcerario...
Sabato 14 ottobre - LO SCARABOCCHIO DINAMICO TRASFORMATIVO teoria ed esemplificazioni cliniche
Sabato 14 ottobre - LO SCARABOCCHIO DINAMICO TRASFORMATIVO teoria ed esemplificazioni cliniche
CONGRESSO INTERNAZIONALE: La rivoluzione intersoggettiva. Le implicazioni per la psicoanalisi e la psicoterapia
CONGRESSO INTERNAZIONALE: La rivoluzione intersoggettiva. Le implicazioni per la psicoanalisi e la psicoterapia

Quale tecnica per una psicoanalisi contemporanea? Sabato ASP 13 ottobre 2018

Visite: 785

Quale tecnica per una psicoanalisi contemporanea?”

Mauro Manica

Sabato ASP 13 ottobre 2018

 Via Pergolesi, 27 – Milano 

dalle ore 10.00 alle ore 13.00

 

 È possibile iscriversi ON LINE cliccando qui

 

Attraverso la presentazione di materiale clinico e di materiale letterario (sia letteratura sensu strictu, sia letteratura psicoanalitica), si propone una riflessione sulla tecnica psicoanalitica 'contemporanea'.

  Perché, al di là della questione delle variabili che differenziano i diversi modelli psicoanalitici (le diverse scuole) e delle invarianti che invece definiscono l'appartenenza a una stessa comunità scientifica (Manica, 2010), possono essere individuati due punti di snodo che vengono a porsi come cruciali per il futuro della psicoanalisi, tanto come scienza quanto come metodo di cura. Il primo riguarda la possibilità di dotarsi di un codice (di un metodo) di conversione che permetta di tradurre i concetti che appartengono a un determinato modello psicoanalitico nel linguaggio di un altro modello, facendo in modo che ci si possa intendere senza perdersi in inutili contrapposizioni ideologiche, dove spesso intervengono residui narcisistici poco analizzati a trasformarci in portatori di presunte Verità assolute.

 Esiste però un secondo punto di snodo che si pone come cruciale, potendo rendere inutile tanto lo sforzo compiuto nel rintracciare delle invarianti del metodo psicoanalitico quanto il tentativo di dotarci di codici di traduzione e quindi di autentica comunicazione all'interno di una stessa comunità scientifica (di conoscenza). Perché, se senza preclusioni e pregiudizi ideologici, diviene possibile accedere a un codice di conversione tra i vari modelli teorici, probabilmente non esiste e non si può creare un metodo di traduzione che renda omologabili i modelli di mente a cui ci riferiamo e con cui lavoriamo. E non si tratta, ad esempio, di accettare, pur con differenti oscillazioni di significato, l'esistenza e il ruolo svolto dalle funzioni della mente inconscia e neppure soltanto di accettare la centralità di transfert e resistenza che, come diceva Freud, indicherebbero in modo indiscutibile l'appartenenza alla “schiera dannata”.

  In realtà, lo snodo cruciale percorre lo spartiacque che separa un modello psicologico unipersonale da un modello bipersonale: se pensiamo cioè che la mente sia una struttura, un ente, che può nascere, crescere e articolarsi in una condizione separata, quasi isolata, oppure se pensiamo che una mente non possa esistere senza la presenza di un'altra e che quindi sia in ogni atto e in ogni momento della propria esistenza il prodotto di un'interazione psichica e somatica, conscia e (soprattutto) inconscia: e anzi che sia composta di  interazioni costantemente e continuamente intersoggettive.

  Da questo snodo drammatico, forse sarebbe meglio dire tragico, procedono delle differenze che possono avere delle ricadute profonde sulla teoria, ma soprattutto sulla tecnica analitica e, quindi, sul nostro modo di curare. In una sintesi estrema (e dunque inevitabilmente riduttiva) potremmo dire che muta, che cambia catastroficamente il vertice terapeutico in ogni occasione in cui  consideriamo il paziente come colonizzato dai residui rimossi di un “nemico”  che non si può sconfiggere “in absentia o in effige” (Freud, 1912, 531) oppure, se diversamente, riteniamo che l'inconscio del paziente sia abitato anche dal “miglior collega” (Bion, 1977) che possiamo avere. Un “compagno segreto” (Gaburri, 2014) che non importa se menta o se dica il vero perché, anche qualora mentisse, la bugia diventerebbe il suo unico modo possibile di dire la verità, l'O, della sua esperienza emotiva (Manica, 2014).                 

 

RELATORE E CONDUTTORE

Mauro Manica, psichiatra e psicoanalista, già responsabile del Servizio Ambulatoriale del Dipartimento di Salute Mentale dell’ Asl 13 di Novara, è membro Ordinario con Funzioni di Training della SPI e dell’IPA. Oltre a diversi articoli su riviste scientifiche italiane e internazionali ed in volumi collettanei, ha pubblicato i libri:

Guardare nell'ombra. Saggi di psichiatria psicoanalitica (1999);

Psicoanalisi in situazioni estreme (2004):

Il suicidio. Amore tragico, tragedia d’amore (con E. Borgna e A. Pagnoni, 2006);

La musica della psicoanalisi (2007);

Fare psicoanalisi, vivere la clinica, sognare la teoria (2010);

Ogni angelo è tremendo. Esplorazioni ai confini delle teoria e della clinica psicoanalitica (2013);

Intercettare il sogno. Sviluppi traumatici e progressione onirica nel discorso psicoanalitico (2014) presso le Edizioni Borla;

L'arte di guarire. Breviario di psicoanalisi contemporanea (2016) presso FrancoAngeli.

E’ stato redattore della Rivista di Psicoanalisi. Ha rappresentato la Società Psicoanalitica Italiana (SPI) in incontri scientifici con l’Associazione Psicoanalitica Argentina (APA) e con la Società Francese di Psicoanalisi (SPP). E’ stato relatore al 44th Congresso dell’IPA (Rio de Janeiro, luglio 2005), al 46th Congresso dell’IPA (Chicago, luglio 2009) ricevendo il Ticho award, e al 49th Congresso dell'IPA (Boston, luglio 2015). Alcuni suoi lavori sono stati tradotti in Francia, in America Latina e negli Stati Uniti. Attualmente lavora in ambito privato come psicoanalista.

 

DESTINATARI

Il Sabato ASP è aperto a tutti i Soci, Candidati, Aggregati ASP e colleghi esterni, qualificati nel loro iter formativo.

 

SEDE

Il Sabato ASP si svolgerà presso la sede dell’ASP di Via Pergolesi, 27 – Milano, il 13 ottobre 2018 dalle ore 10.00 alle ore 13.00.

 

Il corso ha ricevuto 3 crediti ECM

 

QUOTE DI PARTECIPAZIONE E MODALITA’ DI ISCRIZIONE (vedi anche codici sconto da inserire all'atto dell'iscrizione online)

20 euro Soci ASP, Candidati ASP, allievi di scuole di specializzazione MIUR; (codice sconto: socioasp40)
30
 euro iva compresa, Aggregati, Ex allievi SPP a.a. 2014 - 2016; (codice sconto: aggregatoex40)

40 euro iva compresa Professionisti Esterni.

 

Il versamento della quota di partecipazione va fatto sul c/c intestato a

ASSOCIAZIONE DI STUDI PSICOANALITICI UBI BANCA – FILIALE MILANO DORIA

IBAN: IT75B0311101654000000001058 

causale: Nome e Cognome, Sabato ASP con M. Manica

 

È possibile iscriversi ON LINE cliccando qui

 

Le iscrizioni sono possibili direttamente attraverso il sito, seguendo le indicazioni;

per ogni chiarimento e supporto è possibile rivolgersi alla segreteria ASP Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

Sabato ASP 16 dicembre - La psicologia mafiosa: un fondamentalismo nostrano. Ricerca e intervento clinico

Visite: 2184

 

 

Scatto fotografico di Luca Zanini, g.c.

 

Relatori:

Luciana Calvarese, Girolamo Lo Verso

 

16 dicembre 2017 ore 9.30 - 13,00

sede ASP di Milano, via Giovan Battista Pergolesi, 27

 

 

Il Consiglio Direttivo dell'ASP, consapevole dell'importanza scientifica e formativa della Rivista "Setting" e del suo prezioso ruolo formativo e scientifico per tutta l'Associazione, per gli allievi della Scuola e per i colleghi psicoterapeuti e psicoanalisti che ci seguono, ha chiesto alla Redazione di farsi parte attiva per un altro incontro (il precedente, nel dicembre 2016, fu dedicato al rapporto tra Psicoanalisi e Neuroscienze, a partire dalla pubblicazione della traduzione dell'articolo di Panksepp e Solms sul n. 37-38 della nostra Rivista) in cui mostrare dal vivo la funzione e le possibili articolazioni del lavoro di scrittura e lettura all'interno della propria formazione professionale, soprattutto per ambiti di confine e di discussione recente nella psicoanalisi clinica e teorica e per il confronto della Psicoanalisi con la cultura, la società, la nuova domanda di cura e di senso degli individui, dei gruppi, delle istituzioni.

 

Questo SABATO ASP si propone di approfondire, criticamente aprire al confronto con i lettori e  discutere un tema interessante e complesso, partendo dall'articolo Excursus storico-bibliografico dello studio del fenomeno mafioso in psicologia clinica, di Luciana Calvarese, Dominga Gullì e Girolamo Lo Verso (in pubblicazione sul n. 41-42 di "Setting"), criticamente introdotto e presentato dagli Autori e dalla Redazione.

E' appena il caso di ricordare che il professor Lo Verso è uno studioso del fenomeno mafioso anche nella sua valenza di ricerca e clinica: è curatore, tra l'altro, di "La mafia dentro", autore di "Mafia in Psicoterapia" e di "Mafia e Psicopatologia".

L'incontro, coordinato dalla Segretaria Scientifica della Rivista, Daniela Maggioni, verrà aperto dall'intervento del Direttore di "Setting", Ciro Elia, che illustrerà brevemente la storia e il significato della Rivista per l'ASP e per gli Allievi Psicoterapeuti.

La discussione, aperta a tutti, sarà stimolata dalle riflessioni predisposte dai membri della Redazione, attualmente composta dai Soci Mario Ambrosioni, Marina Bertoni, Daniela Maggioni, Mattia Maggioni, Giuliana Mioli, Anna Sironi, Paolo Vassallo, Chiara Venturini.

L'articolo sarà predistribuito via e-mail a tutti i partecipanti, e gli abbonati potranno leggerlo sul prossimo numero della rivista (in spedizione). 

Nel corso dell’incontro sarà possibile abbonarsi a “Setting”, acquistare i numeri arretrati della Rivista e le pubblicazioni ASP, prenotare il CD ed i numeri 40-41 e 42-43 della Rivista, con le relazioni rispettivamente in video e in cartaceo, del Congresso internazionale ASP di Bergamo del maggio 2017, a condizioni di particolare favore per i partecipanti.

 

ABSTRACT

Come l'articolo sottolinea e gli interventi dei Relatori illustreranno, gli studi psicologico-clinici sulla mafia del gruppo di ricerca dell’Università degli Studi di Palermo coordinato dal prof. Lo Verso iniziano nel 1994 con uno studio sul caso Vitale (Lo Verso, 1995) e partono dalla visione del fenomeno mafioso come oggetto di studio e ricerca animate da tensione etica, ma anche scientifica, in una prospettiva interdisciplinare di dialogo tra approcci diversi: quello giuridico giudiziario e quello psicodinamico gruppoanalitico. 

"Ad oggi -leggiamo nell'articolo- il modello gruppo analitico soggettuale … rappresenta la chiave di lettura che più ha potuto comprendere e interpretare i processi mentali che caratterizzano la psiche mafiosa. Ciò in quanto le analisi psicodinamiche hanno trovato che la mafia è un sistema etnico, una modalità di essere delle famiglie, un’organizzazione-identità che si interseca e si coniuga con la realtà locale, la cui configurazione antropopsichica si qualifica per la coincidenza tra derivate culturali, comunitarie, familiari ed individuali. Lo psichismo mafioso si svela come “modalità organizzatrice delle relazioni tra il soggetto e la realtà, caratterizzate dal loro essere dogmatico  e  fondamentalista” (Lo Verso, 1998), cioè strutturato su rigide fondamenta affettive dell’individualità,  e  come  “matrice  inconscia  di  pensiero  che "in-forma” di sé molti aspetti della vita quotidiana”.

Nello studio delle peculiarità psicologiche che caratterizzano lo “psichismo mafioso”, il fondamentalismo riveste un ruolo di primaria importanza: la nascita psichica è un processo relazionale di identificazione che il nuovo nato ha con la realtà familiare, antropologica, biologica che lo concepisce ed alleva. Tale mondo gruppale esterno ed interno è presente nell’inconscio di ogni uomo e contribuisce, insieme all’esperienza, a strutturarlo (Lo Verso, Di Blasi 2012).

La ricerca e la clinica supportano l’ipotesi della funzione, da parte della famiglia mafiosa, di saturazione del processo evolutivo della famiglia biologica e di condizionamento del processo evolutivo grazie al suo fondamentalismo psichico, che non riconosce e non incentiva nessun tipo di soggettività, generatività e autonomia di pensiero: "È... come se la psiche individuale fosse colonizzata dalla psiche collettiva del proprio familiare, che è transgenerazionale ed allargato sino a ricomprendere la famiglia mafiosa nella quale l’individuo si identifica pienamente”.

Il lavoro psicologico-clinico sulla mafia deve molto ai contributi di Giovanni Falcone, ideatore di un metodo d’indagine che, riconoscendo il valore della relazione ed alimentato dal bisogno autentico di comprensione del fenomeno da combattere, si fonda sul dialogo con l'altro come persona nella sua peculiarità e complessità, se vogliamo con una metodologia ed un atteggiamento “clinici”.  

 La psicologia degli ex-mafiosi diventati collaboratori di giustizia conferma quanto ipotizzato sulla famiglia e sull'identità mafiosa: "Un dato principale che emerge dalle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia è la differenziazione che essi operano tra gli aspetti “ideali” di Cosa Nostra, che fondavano il senso della loro appartenenza individuale all’organizzazione, e quelli “reali”, lo stravolgimento cioè del “codice d’onore”, nei quali non si riconoscono più” (Lo Verso, 1998).

Gli studi si allargano, negli anni '90 e 2000, a gruppi con magistrati, all'analisi delle perizie psichiatriche e delle deposizioni giudiziarie, al lavoro clinico nei Servizi soprattutto con i figli di famiglie mafiose, contribuendo allo studio della psiche mafiosa come vero e proprio soggetto/oggetto della  ricerca e della clinica e della mafia come vero e proprio organizzatore psichico.

Nasceranno esperienze di setting e tecniche specifiche per la psicoterapia, ormai valutabili e codificabili, come il “gruppo di elaborazione clinico-sociale, che permetteranno una sia pur provvisoria risposta alla domanda del clinico: che cosa significa per uno psicoterapeuta aiutare un paziente a svelare la propria storia quando questa è attraversata da omicidi, tradimenti, morti bianche, di uomini noti alla cronaca giudiziaria? Che cosa significa per la relazione clinica in atto, sentirsi osservati dalla mafia?” (Giunta, Lo Verso, 2011). In "La Mafia in Psicoterapia" (Lo Verso, 2013) i casi clinici riportati attestano che "la mafia è psicopatologia nella misura in cui produce spersonalizzazione nei suoi membri, angoscia e paranoia nella polis in cui opera, crollo della stima di sé, ansia, paura nelle sue vittime e impossibilità di sviluppo psicosociale e politico-economico".

Gli studi più recenti ci informano dei cambiamenti che stanno lacerando la realtà antropopsichica della mafia, in particolare di quella siciliana. Promotori di questa trasformazione risultano: il ruolo assunto dall'universo femminile nel suo processo di emancipazione dai ruoli e dai modelli relazionali istituiti e quello assunto da una nuova configurazione sociale della mafia, percepita non più come istituzione, ma come organizzazione più visibile e tangibile, ma meno fondativa dell'identità.

 

Bibliografia

- Coppola E., Formica I. (2015), ‘Ndrangheta and The Strett: Experential Group with Reggio Calabria Flyng Squad Policeman, The Journal of new paradigm research, 71.

- Coppola E., Giordano C., Giorgi A., Lo Verso G., Siringo F. (2011), Trame di Sviluppo. Il volontariato e la ricerca psicologica per il cambiamento nei territori difficili, FrancoAngeli, Milano.

- Coppola E., Giunta S., Lo Verso G., (2010) La 'Ndrangheta tra la realtà detentiva e l'identità organizzativa: una ricerca psicologica-clinica, Rivista Telematica di Psicologia Clinica n.1.

- De Rosa C., Galesi L. (2013), Mafia da legare. Pazzi sanguinari, matti per convenienza, finte perizie, vere malattie: come Cosa Nostra usa la follia, Sperling & Kupfer, Milano.

- Di Lorenzo S. (1996), La grande madre mafia. Psicoanalisi del potere mafioso, Pratiche Editrice, Parma.

- Di Maria F., Formica I. (2005), La mafia interiore, Micromega, 3.

- Fiore I. (1997), Le radici inconsce dello psichismo mafioso, Franco Angeli, Milano.

- Fiore I. (1998), La famiglia del pensare mafioso, Franco Angeli, Milano.

- Giordano C., Lo Verso G. (2014) Il boss mafioso ieri e oggi. Caratteristiche psicologiche e dati di ricerca, Narrare i gruppi, Vol. 9, n.1.

- Giorgi A. (2007), Oltre il pensare mafioso: sviluppo umano e beni relazionali, Rivista Di Psicologia Clinica, Vol. 3.

- Giunta S., Licari G., Lo Verso G., (2004), La psiche mafiosa: stato dell’arte ed ipotesi per la ricerca, in Narrare il gruppo. Prospettive cliniche e sociali, Armando Editore, vol. 1.

- Giunta S. (2012), Un per-corso attraverso la psicologia del fenomeno mafioso, International Journal of Psychoanalysis and Education - IJPE vol. IV, n° 2 (9).

- Giunta S., Lo Verso G. (2012), Nel nome del padrINO, International Journal of Psychoanalysis and Education - IJPE vol. IV, n° 2 (9).

- Giunta S., Lo Verso G. (a cura di) (2011). La mafia, la mente, la relazione. Quaderno report n. 15 Milano: CSR Coirag

- Giunta S, Lo Verso G, Mannino G. (2013), Il mondo mafioso: tra pratica clinica ed interventi nella polis, CSR, Roma.

- Lo Coco G. (1999), Gruppoanalisi e pensiero mafioso: letture di un fondamentalismo, Gruppi, 1.

- Lo Verso G. (1994), Mafia e follia. Il caso Vitale, Psicoterapia e Scienze Umane, Bollati Boringhieri, Torino. .

- Lo Verso G., Lo Coco G., Mistretta S., Zizzo G. (a cura di) (1999), Come cambia la mafia. Esperienze giudiziarie e psicoterapeutiche in un paese che cambia, FrancoAngeli, Milano.

- Lo Verso G., Lo Coco G. (2002), La Psiche Mafiosa. Storie di casi clinici e collaboratori di giustizia, Franco Angeli, Milano.

- Lo Verso G., Lo Coco G. (2004), Working with patients involved in the mafia, In Lo Verso English Paper, edit by Prestano C. Edizioni Anteprima, Palermo.

- Lo Verso G., Coppola E. (2009), Mafia e sanità, In Dino A., Criminalità dei potenti e metodo mafioso, Mimesis, Milano.

- Lo Verso G., Licari G., Giorgi A. (2014), La psicologia del fenomeno mafioso. Ricerche e studi sulla mafia, sulla ‘ndrangheta e sulla Camorra, Narrare i gruppi, Vol.

- Schimmenti A., Caprì C., La Barbera D., Caretti V. (2014), Mafia and Psychopathy, 

- Schimmenti A, Giunta S, Lo Verso G (2014), Mafia women: a study of language and mental representations of women engaged with mafia members. Iinternational Journal Of Criminology and Sociology, p. 267-274.

 

 

RELATORI

 

Luciana Calvarese

Psicologa Psicoterapeuta formatasi alla SPP di  Torino con specializzazione in Psicoterapia Psicoanalitica dell'Età Evolutiva e Candidata ASP e IFPS, ha conseguito il Master Specialistico in Scienze Criminologiche, Vittimologiche e Victim Support (Associazione “Me.Dia.Re” di Torino). Dal 2009 lavora in ambito privato (“Pharus”, Centro di Psicologia clinica e Formazione professionale di Torino) e dal 2008 ha maturato la sua esperienza in ambito pubblico (Servizi di Neuropsichiatria Infantile). A partire dalla Tesi di Specializzazione, ha approfondito i processi identitari e relazionali e le esperienze cliniche e di ricerca svolte dal gruppo del professor Lo Verso.  Dal 2015 collabora con professionisti impegnati nella ricerca di modelli d'intervento clinico per le vittime di mafia.

 

Girolamo  Lo Verso

Professore di Psicoterapia presso il Dipartimento di Psicologia dell’Università degli Studi di Palermo, ha ideato e applicato il modello teorico-clinico della Gruppoanalisi soggettuale, e svolge da decenni il  coordinamento scientifico di gruppi di ricerca sulla valutazione della psicoterapia, sullo psichismo mafioso, sulla clinica dei gruppi, su identità e cultura. È stato presidente di varie società scientifiche ed è membro di molte società scientifiche Italiane ed internazionali e del Comitato scientifico di numerose riviste. E’ autore di oltre 400 fra saggi e ricerche e curatore o autore di 42 volumi. Ne ricordiamo solo alcuni: La mafia dentro (a cura di), Franco Angeli, 1998;  (con. Di Blasi M.), La Gruppoanalisi soggettualle, Raffaello Cortina, 2011; (con Ferraro A.M.) Disidentità e dintorni, Franco Angeli, 2007; Mafia e psicopatologia (con Craparo G., Ferraro A.M), Franco Angeli, 2017; La psicologia mafiosa: un fondamentalismo nostrano, Di Girolamo, 2017.

 

PROGRAMMA

ore   9.30 Ciro Elia, Senso e storia di SETTING sull'onda dei ricordi

ore  9.45 Luciana Calvarese, Il fenomeno mafioso nella ricerca e nella clinica

ore 10.30 Domande e interventi pre-ordinati (Giuseppe Craparo, Daniela Maggioni, Mattia Maggioni, Anna Sironi)

ore 11.00 Girolamo Lo Verso, La psicologia mafiosa: un fondamentalismo nostrano

ore 11.45 Discussione sulle ipotesi clinico-teoriche e sui modelli di ricerca; discussione del materiale clinico (Interventi pre-ordinati e discussione generale con i Relatori)

ore 12.30 Carla Weber, Conclusioni

  

Evento gratuito fino ad esaurimento posti (n. 65), con precedenza a Soci e Aggregati ASP e Allievi e Docenti SPP; prenotazione entro il 10 dicembre presso la Segretaria Organizzativa:ASP sig.ra Elena Zanini (Tel. e fax 02 6706278; e-mail:   Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.)

 

Sabato 14 ottobre - LO SCARABOCCHIO DINAMICO TRASFORMATIVO teoria ed esemplificazioni cliniche

Visite: 3083

LO SCARABOCCHIO DINAMICO TRASFORMATIVO

teoria ed esemplificazioni cliniche

 

 www.newscribble.it

È possibile iscriversi ON LINE cliccando qui

Che cos’è lo Scarabocchio Dinamico Trasformativo? “È difficile spiegare come da un gesto così semplice, come è quello di tracciare degli scarabocchi, a occhi chiusi, dove la mano va… la testa possa elaborare poi… perché non è difficoltoso identificare i disegni: io guardo l’immagine e posso vederci quello che voglio… è la mia fantasia che va. E poi tutto quello che si muove dentro quando si elabora la storia… sono parole che escono, ma non sono pensate; il disegno viene dalla mano e io non la controllo, non mi interessa che le linee si intersechino o meno… la mia mano va. È come quando apri un vaso ed esce fuori tutto. È la scintilla, mi basta solo la scintilla e poi, senza neanche riflettere, la storia esce. Montagne russe! Secondo me ha questo andamento lo Scarabocchio. Ed è bello il momento della discesa perché è lì che uno non pensa… è talmente veloce che uno non riesce neanche a capire bene che cosa sta succedendo.” (Una paziente di 32 anni)

Il seminario di formazione intende illustrare l’uso clinico dello Scarabocchio DT, uno strumento che, come sostiene Ferro, si pone come “un punto di arrivo del proto-mentale e un punto di partenza da esso”, che va a toccare elementi di una memoria implicita, psico-sensoriale, che creano  sia le condizioni di imprevedibilità e di sorpresa che gli ingredienti per una narrazione dell’identità. Attraverso le sue linee tracciate in assenza di memoria e di desiderio, lo Scarabocchio DT rappresenta un pre-testo narrativo per storie da raccontare e per un dialogo intrapsichico e intersoggettivo che può “dare speranza e percorribilità a sentieri di vita interrotti e aprirne altri del tutto imprevedibili”. (Antonino Ferro)

In questi anni l’attività del gruppo di ricerca sullo Scarabocchio DT ha sviluppato ed applicato questa tecnica in diversi setting clinici e con pazienti di diversa età (bambini, adolescenti e adulti)

Nell’inquadramento clinico psico-diagnostico, l’utilizzo dello Scarabocchio accanto a test proiettivi quali: test carta-matita, Blacky pictures, Rorschach, T. A. T e C.A.T. permette al paziente di creare, partendo solo ed esclusivamente da sé. Non vengono somministrate tavole precostituite, non si danno consegne riguardanti il cosa disegnare o materiali particolari e selezionati con i quali creare. Lo Scarabocchio DT permette l’emergere di tematiche, conflittualità e risorse tipiche del paziente che, nel rappresentare graficamente e nell’inventare storie, parla un proprio “linguaggio specifico” fatto di immagini tradotte in parole, storie, ambienti, intrecci e vicende che permettono di rivivere una dinamica interna profonda, a volte faticosa, che fino all’emergere del sintomo non aveva trovato possibilità di manifestarsi in tutta la sua crudeltà e potenza. Tradurre il sintomo in un “linguaggio altro” fatto di colori, immagini, parole ed emozioni è ciò che permette di poterne parlare e apre la via ad altre mille narrazioni possibili che piano piano possono portare al cambiamento; lo scarabocchio è un romanzo che non ha mai un finale ma che mette in gioco personaggi sempre più complessi e completi che danno origine a dialoghi interminabili. Spesso, inoltre, le restituzioni delle valutazioni psicodiagnostiche sono faticose, poco chiare, ricche di troppi termini psicologici difficili da comprendere da parte del paziente e, se si tratta di un minore, da parte dei genitori. Utilizzare la storia emersa dallo Scarabocchio aiuta a parlare un linguaggio condiviso, fatto di immagini e di simboli molto più facilmente fruibili perché appartengono al mondo interno del paziente.

Nella psicoterapia psicoanalitica lo Scarabocchio DT introduce una variante di discontinuità e soprattutto di sorpresa e quindi un “now moment” (D. Stern) perché riattiva un aspetto emozionale che rompe con la coazione a ripetere e quindi crea delle prospettive insperate e non viste prima, non pensate prima, non sognate prima: è uno strumento per pensare i pensieri non pensati e sogni non sognati, è un attivatore del processo psicoanalitico. Aiuta a gestire gli intensi contenuti emotivi che il paziente spesso tende ad agire e a scaricare a livello motorio. E’ possibile così sviluppare un contenitore più forte e mettere in narrazione ciò che è primitivo, trasformando gli elementi agiti ed espulsi in qualcosa di pensato e pensabile. Con le storie create si può dare forma e significato a elementi impliciti che, stagliandosi dallo sfondo dello Scarabocchio, delineano ciò che prima era incomprensibile e senza nome. La griglia procedurale è sempre in divenire e aperta a nuove intuizioni e contributi, ma si snoda in questo modo: dopo aver scarabocchiato e aver trovato i contenuti del disegno, il paziente si abbandona alle proprie associazioni, ai ricordi, alle fantasie, alle quali possono alternarsi osservazioni e associazioni dell’analista. Il dialogo struttura un campo bipersonale nel quale avvengono i fenomeni abituali e centrali della relazione analitica; si tratta di una co-costruzione a partire dalle associazioni e dagli scambi verbali ed emozionali in seduta, ma talvolta è una costruzione solitaria, costruita dal paziente a casa, come se avesse raccontato una storia al proprio bambino interno per fargli compagnia e calmarlo quando si sente solo.
Il percorso analitico si apre così a un mondo di possibilità curative “perché qualunque dolore può essere sopportato se si traduce in una storia” (K. Brixen).

Nella terapia di coppia lo Scarabocchio rappresenta la possibilità di abbandonarsi ciascuno ai propri ricordi e alle proprie fantasie e associazioni per costruire un dialogo sincero, libero dalla severità del giudizio reciproco. Le diverse combinazioni di utilizzo dello Scarabocchio DT che si possono attuare a livello della coppia consentono di aprire altrettanti scenari relazionali/sensoriali inesplorati con la conseguente attivazione di momenti di incontro emotivo profondo.

  

Programma

 

9.00-9.30        Antonia Pendezzini/Techel

                        “Qual è il significato di un'analisi?”


9.30-10.00      Mauro Ambrosini

                      “Cercare una identità, riscrivere la propria identità: in due si può!”
                       con proiezione di una seduta di psicoterapia psicoanalitica (paziente di 20 anni) e applicazione
                       dello Scarabocchio Dinamico Trasformativo.

 
10.00-10.30    Discussione e domande di approfondimento

 
10.30-11.00    Paola Donati

                      “Lo Scarabocchio DT con un bambino ‘concreto’ come  attivatore di un processo”

 
11.00-12.00    Debora Moro e Laura Denti

                      Lo Scarabocchio DT come strumento nella consultazione con l’età evolutiva:

                        “Libertà di raccontare chi si è veramente!”

                       “L'inizio di una narrazione”

 

12.00-12.30    Marco Marossi e Nicoletta Piantoni

                      “La pratica dello Scarabocchio DT come co-costruzione nella terapia delle coppie”

 

12.30-13.00    Discussione, domande e termine dei lavori

 

Colloquio di Verifica ECM

 

Bibliografia

Techel A. (2015), Non dormo…quasi quasi scarabocchio. Per un’estetica relazionale, Borla, Roma.

Techel A. (2002), “L’utilizzo della musica e dello scarabocchio in un asilo nido”, Rivista Italiana di Gruppo-analisi, Vol. XVII n . 1/2003 Franco Angeli, Milano.

Techel A. (2003), “Tra psicoanalisi e poesia”, Arti e terapie, n.1-2/2003, Periodico a cura dell’Associazione europea per le Arti Terapie e della cattedra di psicofisiologia clinica dell’Università degli Studi di Roma La Sapienza, Roma.

Techel A. (2008), “Il creare del paziente, il creare dell’analista. Lo scarabocchio, un possibile ponte verso il protomentale”, Rivista Italiana di Gruppo-analisi, Vol. XVII n . 1/2008 Franco Angeli, Milano.

Bion W.R. (1981), Il cambiamento catastrofico, Loescher, Torino

Bion W.R. (1970), Analisi degli schizzofrenici e metodo psicoanalitico, Armando, Roma

Bion W.R. (2007), Seminari Tavistock, Borla, Roma

Ferro A. (1992), La tecnica nella psicoanalisi infantile, Cortina, Milano

Ferro A. (1999), La psicoanalisi come letteratura e terapia, Cortina, Milano

Klein M., Heimann P. (1970), Nuove vie della psicoanalisi, Il Saggiatore, Milano

Spira M. (1986), Creatività e libertà psichica, Borla, Roma.

Spira M. (1993), Alle sorgenti dell’interpretazione, Borla, Roma.

Spira M. (2005), L’idealizzazione, Borla, Roma.

Stern D. (1999), Diario di un bambino, Mondadori, Milano.

Stern D. (2005), Il momento presente, Cortina, Milano.

 

 

Relatori

Mauro Ambrosini

Psicologo, psicoterapeuta e Socio ASP. Laureato nel 2001 presso l'Università degli Studi di Padova e successivamente specializzato in psicoterapia dell'età evolutiva ad indirizzo psicoanalitico presso la SPP (Scuola di Psicoterapia Psicoanalitica) di Milano. Ha frequentato un triennio di perfezionamento sui test proiettivi (Rorschach, TAT e CAT) presso lo studio della dott.ssa Morano Daniela a Brescia. Attualmente svolge attività clinica presso l'Unità Operativa di Neuropsichiatria dell'Infanzia e dell'Adolescenza dell'Ospedale di Romano di Lombardia (BG). Inoltre svolge attività di psicoterapeuta in ambito privato e attività di psicologo scolastico presso l'Istituto Comprensivo "Sacra Famiglia" (Nido, Scuola dell'Infanzia, Primaria e Secondaria di Primo Grado) a Martinengo (BG). E’ membro del Kairòs, gruppo di ricerca ASP sul processo in psicoterapia, e del gruppo di ricerca sullo Scarabocchio Dinamico Trasformativo.

Laura Denti

Psicologa clinica e psicoterapeuta. Si è laureata a Padova e specializzata a Milano presso la Fondazione Bonaccorsi, Scuola di Psicoterapia a indirizzo psicanalitico. Ha collaborato per alcuni anni con il consultorio U.C.I.P.E.M. di Lodi e per una Unità di Neuropsichiatria Infantile e Adolescenziale per il Fatebenefratelli di Milano. Attualmente collabora con il servizio di Neuropsichiatria Infantile presso l’Ospedale Oglio Po e svolge attività privata a Crema con bambini, adolescenti e adulti. E’ membro del gruppo di ricerca sullo Scarabocchio Dinamico Trasformativo.

Paola Donati

Psicologa e psicoterapeuta. Laureata nel 1996 presso l'Università degli Studi di Padova e successivamente specializzata in psicoterapia ad indirizzo psicanalitico presso la Fondazione Francesco Bonaccorsi, Istituto Italiano di Psicoterapia, Formazione e Ricerca. Ha svolto attività presso il reparto di Neuropsichiatria infantile dell' Ospedale Civile di Brescia e presso l'Istituto "Angelo Custode", Centro Medico di riabilitazione di Predore, Bergamo, occupandosi prevalentemente di disturbi psichici emergenti nell'infanzia e nell'adolescenza. Attualmente svolge attività di psicoterapeuta in ambito privato per la cura di disturbi e sintomi che compaiono nella prima infanzia, nell'adolescenza nell'età adulta e attività di Consulenza Tecnica d'Ufficio per il tribunale di Bergamo. E’ membro del gruppo di ricerca sullo Scarabocchio Dinamico Trasformativo.

Marco Marossi

Psicologo e psicoterapeuta. Laureato nel 1986 presso l'Università di Padova e specializzato in psicoterapia nel 1991 presso la Scuola Superiore di psicoterapia e psicosomatica di Cremona. Libero professionista, si occupa di adolescenti (ha lavorato come insegnante e psicologo scolastico nella scuola superiore), giovani e adulti con attenzione a problematiche ansioso-depressive e psicosomatiche, operando individualmente e in gruppo. Operatore dal 1995 presso l'Associazione Psicologia e Psicoterapia “Il Conventino” e del Consultorio Famigliare “C. Scarpellini” di Bergamo, propone interventi di psicoterapia psicoanalitica integrata da interventi cognitivi, corporei e arteterapeutici. E’ membro del gruppo di ricerca sullo Scarabocchio Dinamico Trasformativo.

Debora Moro

Psicologa, psicoterapeuta. Laureata in psicologia a Padova e successivamente specializzata in psicoterapia ad indirizzo psicoanalitico, presso la scuola di formazione “Il Ruolo Terapeutico” di Milano. Svolge la propria attività clinica nell’ambito della Neuropsichiatria Infantile come psicologa libera professionista, dove si occupa di problematiche inerenti l’età evolutiva, in particolare del disagio adolescenziale. In  privato svolge percorsi di consultazione e psicoterapia individuale per bambini, adolescenti ed adulti. Svolge inoltre attività di volontariato c/o un Consultorio familiare e ha condotto percorsi educativi di espressione corporea, percorsi di accompagnamento alla nascita e sostegno psicologico ai familiari dei malati di demenza. E’ membro del gruppo di ricerca sullo Scarabocchio Dinamico Trasformativo.

Antonia Pendezzini/Techel

Di formazione umanistica, Antonia Pendezzini è laureata in psicologia e ha condotto un’analisi personale con un docente dell’ASP (Associazione psicoanalitica). Professionalmente si è formata frequentando centri di psicoterapia ad indirizzo psicoanalitico quali: il “Centro Copernico per la ricerca psicoanalitica individuale e di gruppo”, il “Dipartimento di Neuropsichiatria infantile dell’Università Statale di Milano – sede Ospedale S. Gerardo di Monza”, la SGAI – Società Gruppo Analitica Italiana e lavorando con psicoanalisti quali Meltzer, Resnik, Spira, Charmet, Mancia, Fusini, Carati, Bertolini, Giannakoulas, Napolitani…
Nella scuola, dove ha lavorato come psicologa e come dirigente scolastica, ha avuto la possibilità di curare in particolare l’area  delle emozioni e degli affetti sottostanti i processi di apprendimento. Nel 2003, con un gruppo di colleghi, ha fondato il centro “Nuovo Copernico. Centro per la ricerca psicoanalitica individuale e di gruppo” di cui è stata per alcuni anni presidente con compiti, fino al 2011, di progettazione, organizzazione e gestione di percorsi di formazione con crediti ECM per medici e psicologi. Dal 2011 è  responsabile scientifica e docente nei Seminari con crediti ECM “Lo scarabocchio nel lavoro clinico” realizzati da PROTEO.

Nicoletta Piantoni

psicologa e psicoterapeuta. Laureata a Padova, ha frequentato la scuola di specializzazione psicoanalitica lacaniana di Milano. Lavora privatamente e collabora da anni con le scuole di diverso grado, nella formazione di insegnanti e genitori. E’ membro del gruppo di ricerca sullo Scarabocchio Dinamico Trasformativo. Da anni frequenta il "Centro Nuovo Copernico", centro di formazione psicoanalitica individuale e di gruppo.

 

 

ECM
___________________________________________________________________________

L’evento ha ottenuto l’accreditamento di 4,3 crediti formativi per i primi 30 iscritti.

Se si è interessati ai crediti ECM prima di procedere con l'iscrizione è opportuno contattare la segreteria ASP (026706278) per avere informazioni sulla effettiva disponibilità.

 

Quote di partecipazione (vedi anche codici sconto da inserire all'atto dell'iscrizione online)

20 euro Soci, Candidati soci, Studenti IV anno SPP e altre scuole di specializzazione MIUR; (codice sconto: socioasp40)
30
euro iva compresa, Aggregati, Ex allievi SPP a.a. 2014 - 2016; (codice sconto: aggregatoex40)

40 euro iva compresa Professionisti Esterni.

 

Il versamento della quota di partecipazione può essere fatta sul c/c intestato a

ASSOCIAZIONE DI STUDI PSICOANALITICI UBI BANCA – FILIALE MILANO DORIA

IBAN: IT75B0311101654000000001058 

causale: Nome e Cognome, Sabato ASP 14/10/2017

 

È possibile iscriversi ON LINE cliccando qui

 

È gradita la prenotazione presso la Segreteria:

Tel:   02 6706278       e-mail:   Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

 

Sabato ASP 11 novembre 2017 Il setting carcerario...

Visite: 2440

 

Il setting carcerario: quale dispositivo di psicoterapia possibile tra

deficit di pensabilità e meccanismi scissionali

 

 

 

Relatori:

Luca Alici, Lucia Castellano, Grazia Fortunato, Matteo Limiti, Giovanna Tatti

 È possibile iscriversi ON LINE cliccando qui

 

L'evento si terrà presso la sede dell'ASP in
via Giovan Battista Pergolesi, 27
20124 - Milano
Tel. 02 670 6278

 

L'argomento proposto riguarda la controversa questione sul tema della psicoterapia all'interno dell'Istituto di Pena, e sugli aspetti che sono di ostacolo alla costruzione e al mantenimento della relazione terapeutica. Cornice preliminare alla riflessione è fornire un inquadramento dell'istituzione carceraria, luogo di scissioni non solo tra le aree deputate al "trattamento", ma anche governate da mandati istituzionali differenti e, talvolta, difficilmente coniugabili, l'uno quello della "cura", l'altro quello della "custodia/sicurezza", scissioni facilmente ritrovabili anche nei più recenti dibattiti che coinvolgono la società, e che riguardano il senso della pena ed il suo rapporto con il rispetto dei diritti fondamentali dell'essere umano (di cui la cura del corpo, nei casi estremi di insorgere di malattia, fa parte).

Scopo della proposta formativa è stimolare la riflessione intorno a quali dispositivi di cura può farsi promotore un pensare "psicoanaliticamente orientato", all'interno di équipe di lavoro multidisciplinari collocate nel più ampio contenitore dell'Amministrazione Penitenziaria. Ciò non può prescindere anche dalla necessità di riflettere intorno a quali strumenti sono necessari all'analista per poter mantenere un'identità professionale, laddove le forze spersonificanti del contesto inducono il soggetto (sia esso operatore che paziente) alla regressione all'ambiguità e all'indifferenziazione. Come difendersi dalle "inquietudini perturbanti", e trovare il modo di sottrarsi alle facili collusioni indotte  dal contesto penitenziario è ciò a cui intende rispondere tale proposta.

Grazia Fortunato, curatrice dell’incontro, intende proporre due interventi introduttivi a carattere teorico intorno al tema proposto, a cui far seguire la presentazione di due differenti esperienze cliniche di lavoro, l'una all'interno dalla Casa Circondariale di Bergamo, l'altra nella Casa di Reclusione di Milano Bollate. In particolare, le esperienze vogliono essere stimolo per una più ampia riflessione rispetto agli spazi intermedi della cura, interrogando il clinico sulla possibilità (o impossibilità?) di costruire contenitori dove sia operante la funzione analitica volta a facilitare la costruzione di un più ampio campo terapeutico.

  

PROGRAMMA

 

9.15 - 9.30      Introduzione, a cura di Grazia Fortunato

9.30 - 10.15    Lucia Castellano

                      "L'istituzione penitenziaria e il sostegno psicologico all'utenza: quali prospettive ?"

10.15 -10.30   Breve discussione

10.30. 11.00    L'esperienza clinica:

                     Matteo Limiti

                     "Scissione e collusione nel contesto penitenziario"

 

                     Giovanna Tatti

                      "Il carcere come luogo in cui si può pensare, capire, com-prendere e, dunque, crescere"

 

                     Grazia Fortunato

                      "Il gruppo in carcere come esperienza riparativa del Sé vulnerabile"

 

11.00 - 11.15 Breve discussione

11.15 - 12.00 Luca Alici

                    "Soffrire cose giuste. Il paradosso del rendere giustizia

12.00 - 13.00 Discussione finale

13.00               Break “dolci sogni liberi”

 

 

 

RELATORI

 

Luca Alici

Ricercatore universitario e docente di “Filosofia politica” e di “Filosofia politica e etica pubblica” presso il Dipartimento di Filosofia, Scienze sociali, umane e della formazione dell'Università di Perugia. Fa parte del Comitato scientifico e del corpo docente della Summer School in “Etica, economia e beni relazionali” promossa dall’Università di Perugia. È Project Leader della Fondazione LavoroPerLaPersona; membro del centro Studi Jaques Maritain e del Comitato esecutivo dell’Istituto dell’Azione Cattolica Italiana per lo studio dei problemi sociali e politici “Vittorio Bachelet” è responsabile di alcuni progetti scientifici promossi dalla Onlus Rondine Cittadella della Pace, di Arezzo, di cui è stato Vice-presidente nel biennio scorso. Fa parte del Consiglio Scientifico della Editrice Studium, sezione “Filosofia politica e del diritto”, del Comitato di direzione dell’annuario di studi filosofici “Anthropologica-Annuario di studi filosofici”, del comitato di redazione del sito della Società Italiana di Filosofia Politica (www.sifp.it) e di quello della rivista semestrale “Cosmopolis-Rivista di cultura” (www.cosmopoline.it).

È autore di numerosi saggi  pubblicati dalle riviste di filosofia sopra citate ed ha curato con Silvia Pierosara, Tessere reciprocità, Franco Angeli, Milano 2015 e, Generare fiducia, Franco Angeli, Milano 2014; ha curato con Federica De Felice, Se l’uomo fosse buono. Metamorfosi del bene nel contrattualismo moderno, Ets, Pisa 2012.

 

Lucia Castellano

Giurista, abilitata all’esercizio della pratica Forense ha esperienze gestionali sia nell’ambito penitenziario, sia cittadino in settori particolarmente delicati. Attualmente è Direttore Generale per l'Esecuzione Penale Esterna e di Messa alla Prova presso il DAP (Dipartimento Amministrazione Penitenziaria), Consigliere della Regione Lombardia, Vicepresidente della Commissione speciale carceri e membro della Commissione territorio e infrastrutture; membro del Tavolo 17 degli Stati generali dell’Esecuzione Penale: progetto di reinserimento e presa in carico; già membro della Commissione ministeriale Palma (Ministro Anna Maria Cancellieri) per il Riordino del Sistema Penitenziario. Già Direttore della Casa di Reclusione Milano Bollate e precedentemente Direttore della Casa di Reclusione Eboli di Vallo della Lucania e Sala Consilina, nonché Direttore della Casa Circondariale di Genova Marassi. È stata Assessore Casa, Demanio e Lavori Pubblici del Comuni di Milano.

Ha pubblicato il libro Giustizia. Parole per capire ascoltare capirsi, Edizioni in dialogo 2017; è coautrice con Donatella Stasio di Diritti e castighi. Storie di umanità cancellata in carcere, Il Saggiatore, Milano 2009.

 

Grazia Fortunato

Psicologa-psicoterapeuta ad indirizzo psicoanalitico con diploma di specializzazione in SPP-Scuola di Psicoterapia Psicoanalitica di Milano; Socia ASP-Associazione di Studi Psicoanalitici di Milano e membro IFPS-International Federation of Psychoanalytic Societies. Attualmente è Psicologa dirigente convenzionata ASST - Pg 23 Bergamo in qualità di Psicologa U.O. SerD Carcere di Bergamo, Dipartimento Salute Mentale e Dipendenze, già esperta ex art. 80 Ministero di Giustizia. Psicologa dirigente convenzionata ASST Bergamo Ovest UOSD di Psicologia Clinica Dipartimento Salute Mentale e Dipendenze con incarico in ambito organizzativo relativamente a Soggetti Autori di Reato. Specializzata in psicodiagnosi con formazione in Area clinica e forense: età adulta ed età evolutiva con Master annuale IRPSI-Istituto Italiano Rorschach e psicodiagnostica integrata, di Milano. Svolge attività in libera professione come psicologa psicoterapeuta.

 

Matteo Limiti

Psicologo in libera professione. Lavora attualmente come educatore di comunità per minori nella Cooperativa Sociale Arimo, Carpignano (Pavia). Ha partecipato (2013-2015) alla ricerca Cross-cultural sui processi narrativi dei detenuti in collaborazione con l’International Research Centre for Investigative Psychology, UK e con l’Università degli Studi di Milano-Bicocca, nella Seconda Casa di Reclusione di Milano Bollate. È stato Tutor di Formazione negli Istituti penitenziari all’interno di progetti formativi condotti dalla Cooperativa Sociale Galdus. Ha pubblicato sulla rivista Setting n. 37-38/2014 il saggio dal titolo "La scissione carceraria ovvero la tematica collusiva nel contesto penitenziario".

 

Giovanna Tatti

Psicologa-psicoterapeuta ad indirizzo psicoanalitico con diploma di specializzazione in SPP-Scuola di Psicoterapia Psicoanalitica di Milano e svolge attività clinica in libera professione; terapeuta practitioner E.M.D.R.; psicologa penitenziaria esperta ex art. 80 Ministero di Giustizia, lavora presso la Casa di Reclusione Milano Bollate. È socia della Società Italiana di Criminologia. Membro del Consiglio Direttivo di Mito & Realtà (Associazione per le comunità terapeutiche e residenziali), partecipa all’organizzazione del convegno annuale Mito & Realtà. È Aggregata ASP-Associazione di Studi Psicoanalitici di Milano. Relatrice in diversi convegni sui temi dell’abuso dei minori, della violenza e maltrattamenti delle donne, della riabilitazione dal trauma.

_______________________

ECM: sono stati assegnati 5,5 crediti formativi per i primi 20 iscritti.

Se si è interessati ai crediti ECM prima di procedere con l'iscrizione è opportuno contattare la segreteria ASP (026706278) per avere informazioni sulla effettiva disponibilità.

Quote di partecipazione (vedi anche codici sconto da inserire all'atto dell'iscrizione online)

20 euro Soci, Candidati soci, Studenti IV anno SPP e altre scuole di specializzazione MIUR; (codice sconto: socioasp40)
30
 euro iva compresa, Aggregati, Ex allievi SPP a.a. 2014 - 2016; (codice sconto: aggregatoex40)

40 euro iva compresa Professionisti Esterni.

 

Il versamento della quota di partecipazione va fatto sul c/c intestato a

ASSOCIAZIONE DI STUDI PSICOANALITICI UBI BANCA – FILIALE MILANO DORIA

IBAN: IT75B0311101654000000001058 

causale: Nome e Cognome, 4° Sabato ASP 11/11/2017

 

È possibile iscriversi ON LINE cliccando qui

 

 

Sono graditi il versamento online e la prenotazione presso:

Segreteria Organizzativa: Elena Zanini

Tel:   02 6706278       e-mail:   Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.