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Gruppo Psicoanalitico Contenitori-Contenuti 2020

by Super User
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Il Gruppo Psicoanalitico Contenitori Contenuti si pone come contenitore di contenuti nascenti dalla discussione di casi osservati all’interno di contesti pubblici e privati. Un pensiero psicoanalitico all’interno di un confronto interattivo e di intervisione relativo al lavoro proveniente da ambienti psichiatrici, neuropsichiatrici, giuridici, scolastici, comunitari, psicoterapeutici, psicoanalitici.

Un’esperienza di condivisione prevalentemente ispirata alle teorie bioniane e postbioniane, ma desiderosa di volgere lo sguardo all’insieme di teorie e tecniche psicoanalitiche che, partendo dal pensiero freudiano, si sono succedute, dando vita all’inestimabile valore del pensiero analitico di nostra conoscenza e a cui apportare nuovi contributi.

L’esperienza della coppia analitica e la sua possibilità di osservarla all’interno di un contenitore gruppale può, secondo le riflessioni dei componenti del gruppo di lavoro nascente, permettere di attraversare il mortifero inteso come esperienza di conoscenza al fine di renderlo pensabile e trasformabile in elemento vitale.

Da un vertice psicoanalitico Bion (1963) ci ha mostrato come sia fondamentale (e fondante) l’articolazione fra “contenuto” e “contenitore”, capace di svolgere un ruolo essenziale nello sviluppo mentale. Ci ha detto che non solo la personalità è costituita da queste due componenti, ma che anche i pensieri lo sono: e si tratta di una situazione dinamica, nel senso che ci può essere un “contenitore” alla ricerca di un “contenuto”, così come ci può essere una realizzazione (un “contenuto”) che cerca un “contenitore”. Insomma non esistono soltanto pensatori che trovano pensieri, ma esistono anche pensieri che vagano alla ricerca di un pensatore.

La prima intuizione clinica sulla funzione di contenimento della madre rispetto alle angosce di morte del bambino era stata proposta da Bion nel 1959, nell’articolo Attacchi al legame, nel quale ipotizzava, rifacendosi alla teoria Kleiniana (Klein 1946), come l’identificazione proiettiva fosse in alcuni pazienti l’unica forma di legame attraverso cui potevano e cercavano di essere capiti. In sostanza (anche se riduttivamente) il modello contenitore-contenuto rappresenta uno sviluppo e un’espansione in senso comunicativo del concetto kleiniano di identificazione proiettiva. Infatti Bion (1959) considera come facendo ricorso all’identificazione proiettiva il bambino si procuri:”la possibilità di studiare le proprie sensazioni attraverso l’effetto che esse producono nella personalità in cui egli le ha proiettate”. A differenza della Klein, che aveva sottolineato i versanti essenzialmente difensivi ed evacuativi dell’identificazione proiettiva, Bion ne recupera la dimensione di profonda comunicazione inconscia, facendo della relazione contenitore-contenuto, insieme a PS-D, e ai legami L (love) H (hate), K (knowledge) degli elementi psicoanalitici fondamentali, con estensione nel campo del senso, del mito e della passione.

Se collegati, o meglio, se permeati dall’emozione, contenitore e contenuto si trasformano ed evolvono reciprocamente in un modo che viene abitualmente descritto come “sviluppo”. E, in particolare, lo sviluppo del contenitore avviene attraverso specifiche esperienze emotive (Ferro 2002): ripetute vicende di intimo contatto, successivi microunisoni, microesperienze di essere in O; di diventare l’O, la verità emotiva del bambino da parte della madre; di diventare l’O, la verità emotiva del paziente, da parte dell’analista.

Movimenti relazionali che si attivano all’interno del lavoro di intervisione del gruppo dove le idee e riflessioni presentate dal singolo incontrano e si animano nell’incontro con le nuove e altrui idee del gruppo. Spesso all’interno delle prese in carico possono comparire situazioni traumatiche di differente gravità. La possibilità di considerare tali esperienze traumatiche, osservando quanto il vecchio trauma sia un pensiero catastrofico che distrugge la “pelle” vecchia nella quale è stato conservato, può apportare spazi di “salvezza” psichica, qualora vi sia la presenza di una mente nuova (inizialmente quella dell’analista) che può supportarla. E’ questo l’aspetto positivo, spesso trascurato, del cambiamento catastrofico. In altri termini, la mente nuova viene creata dal pensiero nuovo.

Un contenitore, dunque, costituito da un gruppo di lavoro pensato come un’analista-madre che, raccogliendo i “pensieri selvaggi” osservati all’interno delle differenti situazioni di prese in carico che di volta in volta saranno presentate, si muoverà confrontandosi all’interno di scambi atti a rendere maggiormente digeribili, significabili ed esperienziali gli elementi beta rintracciabili.

Il gruppo potrà concludere gli incontri realizzando una Giornata di Studio in cui presentare il proprio lavoro e aprire un confronto e un dibattito creativo.

 

Il gruppo è per ora composto da 8 partecipanti, sono previsti 10 incontri di un’ora e mezza cadauno, per un totale di 15 ore.

Il tetto massimo dei componenti del Gruppo è 12.

 

DATE INCONTRI 2020

8 Febbraio ore 12.15 - 13.45

29 Febbraio ore 12.15 - 13.45

21 Marzo ore 12.15 - 13.45

18 Aprile ore 12.15 - 13.45

16 Maggio ore 12.15 - 13.45

20 Giugno ore 12.15 - 13.45

12 Settembre ore 12.15 - 13.45

17 Ottobre ore 12.15 - 13.45

14 Novembre ore 12.15 - 13.45

12 Dicembre ore 12.15 - 13.45

 

Il gruppo si riunisce presso la sede dell’ASP di Via Pergolesi, 27 – Milano

 

COMPONENTI GRUPPO:

Alessia Cavallaro (esterno)

Laura Covini (esterno)

Barbara Loddo (esterno)

Clara Lomazzi (socio ASP)

Sara Maccario (socio ASP)

Silvia Micali (socio ASP)

Emanuela Pagliarulo (esterno)

Anna Daria Portaleone (esterno)

 

REFERENTE e CONDUTTORE

Silvia Micali

Silvia Micali, psicologa, psicoterapeuta e psicoanalista, è Vice Presidente ASP, Member IFPS. Attualmente lavora in ambito privato con bambini, adolescenti, adulti e coppie a Novara. Laureata in Psicologia presso l’Università degli Studi di Torino e specializzata presso la Scuola di Psicoterapia Psicoanalitica (SPP) di Milano. Autrice di diversi articoli su riviste.

Dal 2017 referente e conduttrice del Gruppo di Studio e Ricerca “Gruppo Psicoanalitico Contenitori Contenuti” presso l’ASP.

Nel corso dell’anno 2017 relatrice al XX Forum of Psychoanalysis Societies in Firenze dal titolo:” Fear of fears: paralysis”. Nel corso dell’anno 2016 ha partecipato alla Giornata di Studio: “Tribunali interni , tribunali esterni” in Milano. Nel corso dell’anno 2015 relatrice al Convegno tenuto presso la sede dal titolo: “Adolescenza: Corpo ed emozioni nella relazione terapeutica”.

Ha fatto parte di un Gruppo di Studio e Ricerca sull’Adolescenza presso l’ASP di Milano e di un Gruppo di Studio presso l’Istituto Ricerche di Gruppo di Lugano.

Collabora in qualità di consulente , presso lo Sportello di Ascolto Psicologico , con l’Istituto Comprensivo Achille Boroli di Novara. Collabora con l’AIGES ( Associazione Italiana Genitori Separati). Collabora inoltre in qualità di consulente con il Gruppo Ortopedici Associati (GOA). Ha svolto supervisioni a gruppi di assistenti sanitari. Ha condotto gruppi di mamme di Asili Nido.

 

E’ stato richiesto l’accreditamento per 24 crediti ECM

 

QUOTE DI PARTECIPAZIONE E MODALITA’ DI ISCRIZIONE
(vedi anche codici sconto da inserire all'atto dell'iscrizione online)

Le iscrizioni sono possibili direttamente attraverso il sito, seguendo le indicazioni.

Soci ASP e Candidati ASP – Euro 80,00 (codice sconto: socioasp146)

Aggregati, Ex- Allievi SPP a.a. 2017-2019 – Euro 122,00 (IVA compresa) (codice sconto: aggregatoex146)

Professionisti esterni – Euro 146,40 (IVA compresa)

 
ISCRIZIONE ONLINE. CLICCA QUI.

 

Si chiede il versamento tramite bonifico per confermare la propria iscrizione, specificando nella causale: Nome Cognome, “Gruppo ASP contenitori-contenuti”.

UBI BANCA FILIALE DI MILANO – DORIA

ASSOCIAZIONE DI STUDI PSICOANALITICI – IBAN: IT75B0311101654000000001058

Per ogni chiarimento e supporto è possibile rivolgersi alla segreteria ASP Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.