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30
Nov
2019

FAR BALLARE L’ORSO DI NOME BION. DALLA TEORIA DEL PENSIERO ALLA PSICOTERAPIA RIGENERATIVA

30-11-2019 10:00 am -5:00 pm
€90.00

“Far ballare l’orso di nome Bion.

Dalla teoria del pensiero alla psicoterapia rigenerativa”

30 novembre 2019

Via Pergolesi, 27 – Milano 

dalle ore 10.00 alle ore 17.00

 

Psicoanalisi e apprendimento dall’esperienza

 

La bipartizione concettuale che ha caratterizzato le varie “psicologie” ha per molto tempo favorito la separazione delle funzioni cognitivi da quelle affettive, collocando la psicoanalisi al di fuori del campo delle teorie dell’apprendimento, nonostante essa sia nata e si sia sviluppata per modificare l’individuo attraverso la sua specifica tecnica.
Tra la fine degli anni Cinquanta e l’inizio degli anni Sessanta, sfidando molti pregiudizi, Wilfred Bion si avvale dello strumento psicoanalitico per abbozzare una originale teoria del pensiero, che può essere considerata la pietra miliare di una possibile convergenza di differenti psicologie, attraverso l'indicazione, che essa fornisce, di come gli affetti costituiscano una elaborazione cognitiva del mondo esterno, proprio in quanto costituiscono lo sviluppo di un mondo interno.
Con la trilogia Apprendere dall’esperienzaGli elementi della psicoanalisi e Trasformazioni, Bion  esplora con determinazione le strutture aurorali del pensare, sforzandosi di concettualizzarne la genesi e soprattutto mai abbandonando l’assunto che “ciò che é descrivibile in termini di affetti é nel contempo un insieme di processi cognitivi”.
In questa prospettiva (tracciata a partire dall’analisi dei suoi pazienti e dalla diretta osservazione del rapporto dei suoi figli neonati con la loro madre) assume un ruolo rilevante il concetto di “mente primordiale” (o sistema proto-mentale) introdotto fin dalle Esperienze nei gruppi, che torna utile a Bion per sostenere la tesi - apparentemente paradossale - che “esistono pensieri senza pensatore”.
Una tale idea considera “l’esserci dei pensieri” (come i patemi neonatali, che danno voce e espressione al proto-mentale) ma non ancora “l’esserci di un apparato appropriato in grado di trattarli”. Per strutturarsi e stabilirsi nell’essere umano, un simile apparato – “l’apparato per pensare” – deve essere appreso. L’apprendimento passa attraverso la relazione intersoggettiva e, fin dalla nascita, dipende dai modi di esserci della madre che – come una protesi vivente – pensa e traduce in atto i pensieri al posto del figlio neonato.

 

 Clicca qui sotto su "Dettagli" per ulteriori informazioni prima di passare all'iscrizione.

08
Feb
2020

SEMINARI PSICOANALITICI SULLA PSICOSI

08-02-2020 - 12-12-2020
€750.00

Trómos/Terrore

Seminari psicoanalitici sulla psicosi

Dottor Mauro Manica

 

ABSTRACT

L'intenzione che attraversa questo ciclo di seminari è quella di tentare di delineare percorsi teorici e clinici che interroghino da una prospettiva psicoanalitica il mistero (lo “scandalo” diceva Kurt Schneider) della psicosi.

Penso che sia necessario indicare a chiunque sia interessato i motivi che hanno indirizzato la scelta del titolo di questo ciclo: Trómos/Terrore.
Qual è il terrore che contrassegna le esperienze psicotiche? Qualunque esperienza psicotica, sia che si declini sul versante dissociativo sia che venga a svolgersi lungo gli abissi di una condizione depressiva?
Utilizzando una prospettiva kleiniana, potremmo pensare che i poli di una sofferenza psicotica vengano a declinarsi tra una possibile fissazione alla posizione schizo-paranoide (PS) e una fissazione alla posizione depressiva (D). La psicosi si costituirebbe allora come un'impasse drammatica nello sviluppo della mente, che consegna a un sistema di angosce e di difese in cui si esaurisce ogni possibilità di evoluzione. PS diventerebbe così l'attrattore psicodinamico attorno a cui si assembla ogni forma di vita schizofrenica. E D si darebbe come il polo di aggregazione di qualsiasi sofferenza depressiva.
In realtà, la clinica ci restituisce una nosologia ben più complessa, dove fattori di personalità, fattori ambientali e culturali, fattori biologici e dimensioni transgenerazionali ci spingono oltre ad un mero concetto di fissazione in PS o in D. Le configurazioni psicodinamiche, così come quelle psicopatologiche, danno vita a svariate forme di transizione che costringono a rendere più complessi e articolati i tentativi di formulare una diagnosi.

 

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