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Psicoanalisi e neuroscienze: i tempi cambiano e noi con loro - Sabato ASP 22 dicembre 2018

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Psicoanalisi e neuroscienze: i tempi cambiano e noi con loro…

Dott. Carlo Calanchini

Sabato ASP 22 dicembre 2018

 Via Pergolesi, 27 – Milano 

dalle ore 10.00 alle ore 13.00

 

 È possibile iscriversi ON LINE cliccando qui

 

È immaginabile che la psicoanalisi (e in generale la psicoterapia psicoanalitica/psicodinamica) possa ristabilire le sue basi - dopo gli attacchi che da sempre le sono stati portati da più parti (dalla medicina all’epistemologia) e dopo la “demolizione” che di Freud ha fatto Michel Onfray - sulle scoperte delle neuroscienze attuali?

Per tentare di rispondere, val la pena di risalire agli inizi neuroistologici e neurofisiologici di Freud e ai suoi scritti neurologici, fino al “Progetto di una psicologia” (1895) e oltre. L’ “attaccamento” di Freud alla biologia è dichiarato ancora in queste frasi: “La biologia è veramente un campo dalle possibilità illimitate, dal quale ci dobbiamo attendere le più sorprendenti dilucidazioni; non possiamo quindi indovinare quali risposte essa potrà dare, tra qualche decennio, ai problemi che le abbiamo posto. Forse queste risposte saranno tali da far crollare tutto l’artificioso edificio delle nostre ipotesi” (“Al di là del principio di piacere”, 1920).

Quasi cinquant’anni dopo (1969) esce la “Neuropsicologia” di Gaetano Benedetti, una “summa” delle conoscenze dell’epoca, che si conclude con i capitoli “Neuropsicologia e psicoanalisi” e “Neuropsicologia e filosofia”. Su di essi è opportuno chinarsi con attenzione.

Sono passati altri cinquant’anni, e le neuroscienze hanno conosciuto un’espansione inimmaginabile. Siamo forse in grado, alla luce delle infinite nuove conoscenze, di confermare la pessimistica (dal punto di vista della psicoanalisi) ma ottimistica (dal punto di vista della biologia) anticipazione di Freud?

Tenterò di esprimere una posizione personale che tenga conto, anche e soprattutto, dell’esperienza clinica.

La Bibliografia  verrà indicata dal relatore

RELATORE E CONDUTTORE

Carlo Calanchini si è laureato in medicina all’Università di Basilea nel 1977 e si è poi specializzato in psichiatria e psicoterapia alla clinica e al policlinico psichiatrici universitari di quella città, diretti allora dai proff. P. Kielholz e R. Battegay. A quegli anni risale la sua conoscenza con Gaetano Benedetti, di cui è stato allievo e analizzando sino al 1985. Dopo uno stage al National Institute of Mental Health (Psychobiology Branch) a Bethesda, Maryland, inizia, nel 1986, l’attività come psichiatra e psicoterapeuta in studio privato a Lugano e, come consulente, nel piccolo Ospedale Malcantonese di Castelrotto (Ticino). Nello stesso anno, inizia anche a frequentare la Scuola di Psicoterapia Psicoanalitica di Milano, che concluderà al termine dei cinque anni di corsi, seminari e supervisioni con A. Cantoni, G. Medri, A. Fabbrichesi, C. Elia, J. Cremerius e G. Benedetti. Inizia poi gli studi di filosofia all’Università di Friborgo (Svizzera), interrotti per la malattia e il decesso della moglie Barbara e ripresi e conclusi nel 2010 all’Università di Berna con A. Graeser, con una tesi sulle emozioni “tra teoria filosofica e pratica psicoterapeutica”. Dal punto di vista professionale, ha continuato l’attività psichiatrica e psicoterapeutica tanto ambulatoriale quanto ospedaliera, inaugurando nel 2001, a Castelrotto, un reparto di psichiatria e psicoterapia che ancora dirige; parallelamente, ha sviluppato un interesse per la psichiatria forense che l’ha portato a redigere alcune centinaia di perizie, alcune in casi di risonanza transfrontaliera.

“Tempo, tempi e cura“ in: Bloc notes 33, 1995;
“Etica, psichiatria e politica“, Centro Documentazione e Ricerca OSC (Organizzazione sociopsichiatrica Cantonale), 1995;
“La psicosi, un interrogativo continuo. Un inizio della storia“, (scritti per gli 80 anni dalla fondazione della Clinica Viarnetto), 2003,Edizioni Alice;
“Seminari a Basilea”, contributo in  “La parola come cura – La psicoterapia della psicosi nell’incontro con Gaetano Benedetti”, Milano, Franco Angeli 2006.
“Ueber Gemütsregungen . Emotionen zwischen philosophischer Theorie und psychotherapeutischer Praxis”. Peter Lang, Bern, 2012.
 “Switch from distress to well‐being by strong emotions: Speculations on three clinical vignettes”, Journal of Comparative Neurology, 524: 1687-1694  (2016)
“Il rischio e la necessità”, in “rivista per le Medical Humanities”, 40, Bellinzona, 2018.

 

DESTINATARI

Il Sabato ASP è aperto a tutti i Soci, Candidati, Aggregati ASP e colleghi esterni, qualificati nel loro iter formativo.

SEDE

Il Sabato ASP si svolgerà presso la sede dell’ASP di Via Pergolesi, 27 – Milano, il 22 dicembre 2018 dalle ore 10.00 alle ore 13.00.

Il corso ha ricevuto 3 crediti ECM

 

QUOTE DI PARTECIPAZIONE E MODALITÀ DI ISCRIZIONE

Soci ASP e Candidati ASP,  Aggregati, Ex- Allievi SPP a.a. 2015-2017 – gratuito con ECM (codice sconto: socioasp15)

Professionisti esterni – Ingresso libero senza ECM,  Euro 15,00 (IVA compresa) con ECM

 

Si chiede il versamento tramite bonifico per confermare la propria iscrizione, specificando

Nome Cognome, Sabato ASP con Calanchini

UBI BANCA FILIALE DI MILANO – DORIA

ASSOCIAZIONE DI STUDI PSICOANALITICI – IBAN: IT75B0311101654000000001058

Le iscrizioni sono possibili direttamente attraverso il sito, seguendo le indicazioni;

per ogni chiarimento e supporto è possibile rivolgersi alla segreteria ASP segreteria@associazionestudipsicoanalitici.it

Quale tecnica per una psicoanalisi contemporanea? Sabato ASP 13 ottobre 2018

Visite: 2451

Quale tecnica per una psicoanalisi contemporanea?”

Mauro Manica

Sabato ASP 13 ottobre 2018

 Via Pergolesi, 27 – Milano 

dalle ore 10.00 alle ore 13.00

 

 È possibile iscriversi ON LINE cliccando qui

 

Attraverso la presentazione di materiale clinico e di materiale letterario (sia letteratura sensu strictu, sia letteratura psicoanalitica), si propone una riflessione sulla tecnica psicoanalitica 'contemporanea'.

  Perché, al di là della questione delle variabili che differenziano i diversi modelli psicoanalitici (le diverse scuole) e delle invarianti che invece definiscono l'appartenenza a una stessa comunità scientifica (Manica, 2010), possono essere individuati due punti di snodo che vengono a porsi come cruciali per il futuro della psicoanalisi, tanto come scienza quanto come metodo di cura. Il primo riguarda la possibilità di dotarsi di un codice (di un metodo) di conversione che permetta di tradurre i concetti che appartengono a un determinato modello psicoanalitico nel linguaggio di un altro modello, facendo in modo che ci si possa intendere senza perdersi in inutili contrapposizioni ideologiche, dove spesso intervengono residui narcisistici poco analizzati a trasformarci in portatori di presunte Verità assolute.

 Esiste però un secondo punto di snodo che si pone come cruciale, potendo rendere inutile tanto lo sforzo compiuto nel rintracciare delle invarianti del metodo psicoanalitico quanto il tentativo di dotarci di codici di traduzione e quindi di autentica comunicazione all'interno di una stessa comunità scientifica (di conoscenza). Perché, se senza preclusioni e pregiudizi ideologici, diviene possibile accedere a un codice di conversione tra i vari modelli teorici, probabilmente non esiste e non si può creare un metodo di traduzione che renda omologabili i modelli di mente a cui ci riferiamo e con cui lavoriamo. E non si tratta, ad esempio, di accettare, pur con differenti oscillazioni di significato, l'esistenza e il ruolo svolto dalle funzioni della mente inconscia e neppure soltanto di accettare la centralità di transfert e resistenza che, come diceva Freud, indicherebbero in modo indiscutibile l'appartenenza alla “schiera dannata”.

  In realtà, lo snodo cruciale percorre lo spartiacque che separa un modello psicologico unipersonale da un modello bipersonale: se pensiamo cioè che la mente sia una struttura, un ente, che può nascere, crescere e articolarsi in una condizione separata, quasi isolata, oppure se pensiamo che una mente non possa esistere senza la presenza di un'altra e che quindi sia in ogni atto e in ogni momento della propria esistenza il prodotto di un'interazione psichica e somatica, conscia e (soprattutto) inconscia: e anzi che sia composta di  interazioni costantemente e continuamente intersoggettive.

  Da questo snodo drammatico, forse sarebbe meglio dire tragico, procedono delle differenze che possono avere delle ricadute profonde sulla teoria, ma soprattutto sulla tecnica analitica e, quindi, sul nostro modo di curare. In una sintesi estrema (e dunque inevitabilmente riduttiva) potremmo dire che muta, che cambia catastroficamente il vertice terapeutico in ogni occasione in cui  consideriamo il paziente come colonizzato dai residui rimossi di un “nemico”  che non si può sconfiggere “in absentia o in effige” (Freud, 1912, 531) oppure, se diversamente, riteniamo che l'inconscio del paziente sia abitato anche dal “miglior collega” (Bion, 1977) che possiamo avere. Un “compagno segreto” (Gaburri, 2014) che non importa se menta o se dica il vero perché, anche qualora mentisse, la bugia diventerebbe il suo unico modo possibile di dire la verità, l'O, della sua esperienza emotiva (Manica, 2014).                 

 

RELATORE E CONDUTTORE

Mauro Manica, psichiatra e psicoanalista, già responsabile del Servizio Ambulatoriale del Dipartimento di Salute Mentale dell’ Asl 13 di Novara, è membro Ordinario con Funzioni di Training della SPI e dell’IPA. Oltre a diversi articoli su riviste scientifiche italiane e internazionali ed in volumi collettanei, ha pubblicato i libri:

Guardare nell'ombra. Saggi di psichiatria psicoanalitica (1999);

Psicoanalisi in situazioni estreme (2004):

Il suicidio. Amore tragico, tragedia d’amore (con E. Borgna e A. Pagnoni, 2006);

La musica della psicoanalisi (2007);

Fare psicoanalisi, vivere la clinica, sognare la teoria (2010);

Ogni angelo è tremendo. Esplorazioni ai confini delle teoria e della clinica psicoanalitica (2013);

Intercettare il sogno. Sviluppi traumatici e progressione onirica nel discorso psicoanalitico (2014) presso le Edizioni Borla;

L'arte di guarire. Breviario di psicoanalisi contemporanea (2016) presso FrancoAngeli.

E’ stato redattore della Rivista di Psicoanalisi. Ha rappresentato la Società Psicoanalitica Italiana (SPI) in incontri scientifici con l’Associazione Psicoanalitica Argentina (APA) e con la Società Francese di Psicoanalisi (SPP). E’ stato relatore al 44th Congresso dell’IPA (Rio de Janeiro, luglio 2005), al 46th Congresso dell’IPA (Chicago, luglio 2009) ricevendo il Ticho award, e al 49th Congresso dell'IPA (Boston, luglio 2015). Alcuni suoi lavori sono stati tradotti in Francia, in America Latina e negli Stati Uniti. Attualmente lavora in ambito privato come psicoanalista.

 

DESTINATARI

Il Sabato ASP è aperto a tutti i Soci, Candidati, Aggregati ASP e colleghi esterni, qualificati nel loro iter formativo.

 

SEDE

Il Sabato ASP si svolgerà presso la sede dell’ASP di Via Pergolesi, 27 – Milano, il 13 ottobre 2018 dalle ore 10.00 alle ore 13.00.

 

Il corso ha ricevuto 3 crediti ECM

 

QUOTE DI PARTECIPAZIONE E MODALITA’ DI ISCRIZIONE (vedi anche codici sconto da inserire all'atto dell'iscrizione online)

20 euro Soci ASP, Candidati ASP, allievi di scuole di specializzazione MIUR; (codice sconto: socioasp40)
30
 euro iva compresa, Aggregati, Ex allievi SPP a.a. 2014 - 2016; (codice sconto: aggregatoex40)

40 euro iva compresa Professionisti Esterni.

 

Il versamento della quota di partecipazione va fatto sul c/c intestato a

ASSOCIAZIONE DI STUDI PSICOANALITICI UBI BANCA – FILIALE MILANO DORIA

IBAN: IT75B0311101654000000001058 

causale: Nome e Cognome, Sabato ASP con M. Manica

 

È possibile iscriversi ON LINE cliccando qui

 

Le iscrizioni sono possibili direttamente attraverso il sito, seguendo le indicazioni;

per ogni chiarimento e supporto è possibile rivolgersi alla segreteria ASP Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

Sabato 14 ottobre - LO SCARABOCCHIO DINAMICO TRASFORMATIVO teoria ed esemplificazioni cliniche

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LO SCARABOCCHIO DINAMICO TRASFORMATIVO

teoria ed esemplificazioni cliniche

 

 www.newscribble.it

È possibile iscriversi ON LINE cliccando qui

Che cos’è lo Scarabocchio Dinamico Trasformativo? “È difficile spiegare come da un gesto così semplice, come è quello di tracciare degli scarabocchi, a occhi chiusi, dove la mano va… la testa possa elaborare poi… perché non è difficoltoso identificare i disegni: io guardo l’immagine e posso vederci quello che voglio… è la mia fantasia che va. E poi tutto quello che si muove dentro quando si elabora la storia… sono parole che escono, ma non sono pensate; il disegno viene dalla mano e io non la controllo, non mi interessa che le linee si intersechino o meno… la mia mano va. È come quando apri un vaso ed esce fuori tutto. È la scintilla, mi basta solo la scintilla e poi, senza neanche riflettere, la storia esce. Montagne russe! Secondo me ha questo andamento lo Scarabocchio. Ed è bello il momento della discesa perché è lì che uno non pensa… è talmente veloce che uno non riesce neanche a capire bene che cosa sta succedendo.” (Una paziente di 32 anni)

Il seminario di formazione intende illustrare l’uso clinico dello Scarabocchio DT, uno strumento che, come sostiene Ferro, si pone come “un punto di arrivo del proto-mentale e un punto di partenza da esso”, che va a toccare elementi di una memoria implicita, psico-sensoriale, che creano  sia le condizioni di imprevedibilità e di sorpresa che gli ingredienti per una narrazione dell’identità. Attraverso le sue linee tracciate in assenza di memoria e di desiderio, lo Scarabocchio DT rappresenta un pre-testo narrativo per storie da raccontare e per un dialogo intrapsichico e intersoggettivo che può “dare speranza e percorribilità a sentieri di vita interrotti e aprirne altri del tutto imprevedibili”. (Antonino Ferro)

In questi anni l’attività del gruppo di ricerca sullo Scarabocchio DT ha sviluppato ed applicato questa tecnica in diversi setting clinici e con pazienti di diversa età (bambini, adolescenti e adulti)

Nell’inquadramento clinico psico-diagnostico, l’utilizzo dello Scarabocchio accanto a test proiettivi quali: test carta-matita, Blacky pictures, Rorschach, T. A. T e C.A.T. permette al paziente di creare, partendo solo ed esclusivamente da sé. Non vengono somministrate tavole precostituite, non si danno consegne riguardanti il cosa disegnare o materiali particolari e selezionati con i quali creare. Lo Scarabocchio DT permette l’emergere di tematiche, conflittualità e risorse tipiche del paziente che, nel rappresentare graficamente e nell’inventare storie, parla un proprio “linguaggio specifico” fatto di immagini tradotte in parole, storie, ambienti, intrecci e vicende che permettono di rivivere una dinamica interna profonda, a volte faticosa, che fino all’emergere del sintomo non aveva trovato possibilità di manifestarsi in tutta la sua crudeltà e potenza. Tradurre il sintomo in un “linguaggio altro” fatto di colori, immagini, parole ed emozioni è ciò che permette di poterne parlare e apre la via ad altre mille narrazioni possibili che piano piano possono portare al cambiamento; lo scarabocchio è un romanzo che non ha mai un finale ma che mette in gioco personaggi sempre più complessi e completi che danno origine a dialoghi interminabili. Spesso, inoltre, le restituzioni delle valutazioni psicodiagnostiche sono faticose, poco chiare, ricche di troppi termini psicologici difficili da comprendere da parte del paziente e, se si tratta di un minore, da parte dei genitori. Utilizzare la storia emersa dallo Scarabocchio aiuta a parlare un linguaggio condiviso, fatto di immagini e di simboli molto più facilmente fruibili perché appartengono al mondo interno del paziente.

Nella psicoterapia psicoanalitica lo Scarabocchio DT introduce una variante di discontinuità e soprattutto di sorpresa e quindi un “now moment” (D. Stern) perché riattiva un aspetto emozionale che rompe con la coazione a ripetere e quindi crea delle prospettive insperate e non viste prima, non pensate prima, non sognate prima: è uno strumento per pensare i pensieri non pensati e sogni non sognati, è un attivatore del processo psicoanalitico. Aiuta a gestire gli intensi contenuti emotivi che il paziente spesso tende ad agire e a scaricare a livello motorio. E’ possibile così sviluppare un contenitore più forte e mettere in narrazione ciò che è primitivo, trasformando gli elementi agiti ed espulsi in qualcosa di pensato e pensabile. Con le storie create si può dare forma e significato a elementi impliciti che, stagliandosi dallo sfondo dello Scarabocchio, delineano ciò che prima era incomprensibile e senza nome. La griglia procedurale è sempre in divenire e aperta a nuove intuizioni e contributi, ma si snoda in questo modo: dopo aver scarabocchiato e aver trovato i contenuti del disegno, il paziente si abbandona alle proprie associazioni, ai ricordi, alle fantasie, alle quali possono alternarsi osservazioni e associazioni dell’analista. Il dialogo struttura un campo bipersonale nel quale avvengono i fenomeni abituali e centrali della relazione analitica; si tratta di una co-costruzione a partire dalle associazioni e dagli scambi verbali ed emozionali in seduta, ma talvolta è una costruzione solitaria, costruita dal paziente a casa, come se avesse raccontato una storia al proprio bambino interno per fargli compagnia e calmarlo quando si sente solo.
Il percorso analitico si apre così a un mondo di possibilità curative “perché qualunque dolore può essere sopportato se si traduce in una storia” (K. Brixen).

Nella terapia di coppia lo Scarabocchio rappresenta la possibilità di abbandonarsi ciascuno ai propri ricordi e alle proprie fantasie e associazioni per costruire un dialogo sincero, libero dalla severità del giudizio reciproco. Le diverse combinazioni di utilizzo dello Scarabocchio DT che si possono attuare a livello della coppia consentono di aprire altrettanti scenari relazionali/sensoriali inesplorati con la conseguente attivazione di momenti di incontro emotivo profondo.

  

Programma

 

9.00-9.30        Antonia Pendezzini/Techel

                        “Qual è il significato di un'analisi?”


9.30-10.00      Mauro Ambrosini

                      “Cercare una identità, riscrivere la propria identità: in due si può!”
                       con proiezione di una seduta di psicoterapia psicoanalitica (paziente di 20 anni) e applicazione
                       dello Scarabocchio Dinamico Trasformativo.

 
10.00-10.30    Discussione e domande di approfondimento

 
10.30-11.00    Paola Donati

                      “Lo Scarabocchio DT con un bambino ‘concreto’ come  attivatore di un processo”

 
11.00-12.00    Debora Moro e Laura Denti

                      Lo Scarabocchio DT come strumento nella consultazione con l’età evolutiva:

                        “Libertà di raccontare chi si è veramente!”

                       “L'inizio di una narrazione”

 

12.00-12.30    Marco Marossi e Nicoletta Piantoni

                      “La pratica dello Scarabocchio DT come co-costruzione nella terapia delle coppie”

 

12.30-13.00    Discussione, domande e termine dei lavori

 

Colloquio di Verifica ECM

 

Bibliografia

Techel A. (2015), Non dormo…quasi quasi scarabocchio. Per un’estetica relazionale, Borla, Roma.

Techel A. (2002), “L’utilizzo della musica e dello scarabocchio in un asilo nido”, Rivista Italiana di Gruppo-analisi, Vol. XVII n . 1/2003 Franco Angeli, Milano.

Techel A. (2003), “Tra psicoanalisi e poesia”, Arti e terapie, n.1-2/2003, Periodico a cura dell’Associazione europea per le Arti Terapie e della cattedra di psicofisiologia clinica dell’Università degli Studi di Roma La Sapienza, Roma.

Techel A. (2008), “Il creare del paziente, il creare dell’analista. Lo scarabocchio, un possibile ponte verso il protomentale”, Rivista Italiana di Gruppo-analisi, Vol. XVII n . 1/2008 Franco Angeli, Milano.

Bion W.R. (1981), Il cambiamento catastrofico, Loescher, Torino

Bion W.R. (1970), Analisi degli schizzofrenici e metodo psicoanalitico, Armando, Roma

Bion W.R. (2007), Seminari Tavistock, Borla, Roma

Ferro A. (1992), La tecnica nella psicoanalisi infantile, Cortina, Milano

Ferro A. (1999), La psicoanalisi come letteratura e terapia, Cortina, Milano

Klein M., Heimann P. (1970), Nuove vie della psicoanalisi, Il Saggiatore, Milano

Spira M. (1986), Creatività e libertà psichica, Borla, Roma.

Spira M. (1993), Alle sorgenti dell’interpretazione, Borla, Roma.

Spira M. (2005), L’idealizzazione, Borla, Roma.

Stern D. (1999), Diario di un bambino, Mondadori, Milano.

Stern D. (2005), Il momento presente, Cortina, Milano.

 

 

Relatori

Mauro Ambrosini

Psicologo, psicoterapeuta e Socio ASP. Laureato nel 2001 presso l'Università degli Studi di Padova e successivamente specializzato in psicoterapia dell'età evolutiva ad indirizzo psicoanalitico presso la SPP (Scuola di Psicoterapia Psicoanalitica) di Milano. Ha frequentato un triennio di perfezionamento sui test proiettivi (Rorschach, TAT e CAT) presso lo studio della dott.ssa Morano Daniela a Brescia. Attualmente svolge attività clinica presso l'Unità Operativa di Neuropsichiatria dell'Infanzia e dell'Adolescenza dell'Ospedale di Romano di Lombardia (BG). Inoltre svolge attività di psicoterapeuta in ambito privato e attività di psicologo scolastico presso l'Istituto Comprensivo "Sacra Famiglia" (Nido, Scuola dell'Infanzia, Primaria e Secondaria di Primo Grado) a Martinengo (BG). E’ membro del Kairòs, gruppo di ricerca ASP sul processo in psicoterapia, e del gruppo di ricerca sullo Scarabocchio Dinamico Trasformativo.

Laura Denti

Psicologa clinica e psicoterapeuta. Si è laureata a Padova e specializzata a Milano presso la Fondazione Bonaccorsi, Scuola di Psicoterapia a indirizzo psicanalitico. Ha collaborato per alcuni anni con il consultorio U.C.I.P.E.M. di Lodi e per una Unità di Neuropsichiatria Infantile e Adolescenziale per il Fatebenefratelli di Milano. Attualmente collabora con il servizio di Neuropsichiatria Infantile presso l’Ospedale Oglio Po e svolge attività privata a Crema con bambini, adolescenti e adulti. E’ membro del gruppo di ricerca sullo Scarabocchio Dinamico Trasformativo.

Paola Donati

Psicologa e psicoterapeuta. Laureata nel 1996 presso l'Università degli Studi di Padova e successivamente specializzata in psicoterapia ad indirizzo psicanalitico presso la Fondazione Francesco Bonaccorsi, Istituto Italiano di Psicoterapia, Formazione e Ricerca. Ha svolto attività presso il reparto di Neuropsichiatria infantile dell' Ospedale Civile di Brescia e presso l'Istituto "Angelo Custode", Centro Medico di riabilitazione di Predore, Bergamo, occupandosi prevalentemente di disturbi psichici emergenti nell'infanzia e nell'adolescenza. Attualmente svolge attività di psicoterapeuta in ambito privato per la cura di disturbi e sintomi che compaiono nella prima infanzia, nell'adolescenza nell'età adulta e attività di Consulenza Tecnica d'Ufficio per il tribunale di Bergamo. E’ membro del gruppo di ricerca sullo Scarabocchio Dinamico Trasformativo.

Marco Marossi

Psicologo e psicoterapeuta. Laureato nel 1986 presso l'Università di Padova e specializzato in psicoterapia nel 1991 presso la Scuola Superiore di psicoterapia e psicosomatica di Cremona. Libero professionista, si occupa di adolescenti (ha lavorato come insegnante e psicologo scolastico nella scuola superiore), giovani e adulti con attenzione a problematiche ansioso-depressive e psicosomatiche, operando individualmente e in gruppo. Operatore dal 1995 presso l'Associazione Psicologia e Psicoterapia “Il Conventino” e del Consultorio Famigliare “C. Scarpellini” di Bergamo, propone interventi di psicoterapia psicoanalitica integrata da interventi cognitivi, corporei e arteterapeutici. E’ membro del gruppo di ricerca sullo Scarabocchio Dinamico Trasformativo.

Debora Moro

Psicologa, psicoterapeuta. Laureata in psicologia a Padova e successivamente specializzata in psicoterapia ad indirizzo psicoanalitico, presso la scuola di formazione “Il Ruolo Terapeutico” di Milano. Svolge la propria attività clinica nell’ambito della Neuropsichiatria Infantile come psicologa libera professionista, dove si occupa di problematiche inerenti l’età evolutiva, in particolare del disagio adolescenziale. In  privato svolge percorsi di consultazione e psicoterapia individuale per bambini, adolescenti ed adulti. Svolge inoltre attività di volontariato c/o un Consultorio familiare e ha condotto percorsi educativi di espressione corporea, percorsi di accompagnamento alla nascita e sostegno psicologico ai familiari dei malati di demenza. E’ membro del gruppo di ricerca sullo Scarabocchio Dinamico Trasformativo.

Antonia Pendezzini/Techel

Di formazione umanistica, Antonia Pendezzini è laureata in psicologia e ha condotto un’analisi personale con un docente dell’ASP (Associazione psicoanalitica). Professionalmente si è formata frequentando centri di psicoterapia ad indirizzo psicoanalitico quali: il “Centro Copernico per la ricerca psicoanalitica individuale e di gruppo”, il “Dipartimento di Neuropsichiatria infantile dell’Università Statale di Milano – sede Ospedale S. Gerardo di Monza”, la SGAI – Società Gruppo Analitica Italiana e lavorando con psicoanalisti quali Meltzer, Resnik, Spira, Charmet, Mancia, Fusini, Carati, Bertolini, Giannakoulas, Napolitani…
Nella scuola, dove ha lavorato come psicologa e come dirigente scolastica, ha avuto la possibilità di curare in particolare l’area  delle emozioni e degli affetti sottostanti i processi di apprendimento. Nel 2003, con un gruppo di colleghi, ha fondato il centro “Nuovo Copernico. Centro per la ricerca psicoanalitica individuale e di gruppo” di cui è stata per alcuni anni presidente con compiti, fino al 2011, di progettazione, organizzazione e gestione di percorsi di formazione con crediti ECM per medici e psicologi. Dal 2011 è  responsabile scientifica e docente nei Seminari con crediti ECM “Lo scarabocchio nel lavoro clinico” realizzati da PROTEO.

Nicoletta Piantoni

psicologa e psicoterapeuta. Laureata a Padova, ha frequentato la scuola di specializzazione psicoanalitica lacaniana di Milano. Lavora privatamente e collabora da anni con le scuole di diverso grado, nella formazione di insegnanti e genitori. E’ membro del gruppo di ricerca sullo Scarabocchio Dinamico Trasformativo. Da anni frequenta il "Centro Nuovo Copernico", centro di formazione psicoanalitica individuale e di gruppo.

 

 

ECM
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L’evento ha ottenuto l’accreditamento di 4,3 crediti formativi per i primi 30 iscritti.

Se si è interessati ai crediti ECM prima di procedere con l'iscrizione è opportuno contattare la segreteria ASP (026706278) per avere informazioni sulla effettiva disponibilità.

 

Quote di partecipazione (vedi anche codici sconto da inserire all'atto dell'iscrizione online)

20 euro Soci, Candidati soci, Studenti IV anno SPP e altre scuole di specializzazione MIUR; (codice sconto: socioasp40)
30
euro iva compresa, Aggregati, Ex allievi SPP a.a. 2014 - 2016; (codice sconto: aggregatoex40)

40 euro iva compresa Professionisti Esterni.

 

Il versamento della quota di partecipazione può essere fatta sul c/c intestato a

ASSOCIAZIONE DI STUDI PSICOANALITICI UBI BANCA – FILIALE MILANO DORIA

IBAN: IT75B0311101654000000001058 

causale: Nome e Cognome, Sabato ASP 14/10/2017

 

È possibile iscriversi ON LINE cliccando qui

 

È gradita la prenotazione presso la Segreteria:

Tel:   02 6706278       e-mail:   Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.