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Sabato ASP 16 dicembre - La psicologia mafiosa: un fondamentalismo nostrano. Ricerca e intervento clinico

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Scatto fotografico di Luca Zanini, g.c.

 

Relatori:

Luciana Calvarese, Girolamo Lo Verso

 

16 dicembre 2017 ore 9.30 - 13,00

sede ASP di Milano, via Giovan Battista Pergolesi, 27

 

 

Il Consiglio Direttivo dell'ASP, consapevole dell'importanza scientifica e formativa della Rivista "Setting" e del suo prezioso ruolo formativo e scientifico per tutta l'Associazione, per gli allievi della Scuola e per i colleghi psicoterapeuti e psicoanalisti che ci seguono, ha chiesto alla Redazione di farsi parte attiva per un altro incontro (il precedente, nel dicembre 2016, fu dedicato al rapporto tra Psicoanalisi e Neuroscienze, a partire dalla pubblicazione della traduzione dell'articolo di Panksepp e Solms sul n. 37-38 della nostra Rivista) in cui mostrare dal vivo la funzione e le possibili articolazioni del lavoro di scrittura e lettura all'interno della propria formazione professionale, soprattutto per ambiti di confine e di discussione recente nella psicoanalisi clinica e teorica e per il confronto della Psicoanalisi con la cultura, la società, la nuova domanda di cura e di senso degli individui, dei gruppi, delle istituzioni.

 

Questo SABATO ASP si propone di approfondire, criticamente aprire al confronto con i lettori e  discutere un tema interessante e complesso, partendo dall'articolo Excursus storico-bibliografico dello studio del fenomeno mafioso in psicologia clinica, di Luciana Calvarese, Dominga Gullì e Girolamo Lo Verso (in pubblicazione sul n. 41-42 di "Setting"), criticamente introdotto e presentato dagli Autori e dalla Redazione.

E' appena il caso di ricordare che il professor Lo Verso è uno studioso del fenomeno mafioso anche nella sua valenza di ricerca e clinica: è curatore, tra l'altro, di "La mafia dentro", autore di "Mafia in Psicoterapia" e di "Mafia e Psicopatologia".

L'incontro, coordinato dalla Segretaria Scientifica della Rivista, Daniela Maggioni, verrà aperto dall'intervento del Direttore di "Setting", Ciro Elia, che illustrerà brevemente la storia e il significato della Rivista per l'ASP e per gli Allievi Psicoterapeuti.

La discussione, aperta a tutti, sarà stimolata dalle riflessioni predisposte dai membri della Redazione, attualmente composta dai Soci Mario Ambrosioni, Marina Bertoni, Daniela Maggioni, Mattia Maggioni, Giuliana Mioli, Anna Sironi, Paolo Vassallo, Chiara Venturini.

L'articolo sarà predistribuito via e-mail a tutti i partecipanti, e gli abbonati potranno leggerlo sul prossimo numero della rivista (in spedizione). 

Nel corso dell’incontro sarà possibile abbonarsi a “Setting”, acquistare i numeri arretrati della Rivista e le pubblicazioni ASP, prenotare il CD ed i numeri 40-41 e 42-43 della Rivista, con le relazioni rispettivamente in video e in cartaceo, del Congresso internazionale ASP di Bergamo del maggio 2017, a condizioni di particolare favore per i partecipanti.

 

ABSTRACT

Come l'articolo sottolinea e gli interventi dei Relatori illustreranno, gli studi psicologico-clinici sulla mafia del gruppo di ricerca dell’Università degli Studi di Palermo coordinato dal prof. Lo Verso iniziano nel 1994 con uno studio sul caso Vitale (Lo Verso, 1995) e partono dalla visione del fenomeno mafioso come oggetto di studio e ricerca animate da tensione etica, ma anche scientifica, in una prospettiva interdisciplinare di dialogo tra approcci diversi: quello giuridico giudiziario e quello psicodinamico gruppoanalitico. 

"Ad oggi -leggiamo nell'articolo- il modello gruppo analitico soggettuale … rappresenta la chiave di lettura che più ha potuto comprendere e interpretare i processi mentali che caratterizzano la psiche mafiosa. Ciò in quanto le analisi psicodinamiche hanno trovato che la mafia è un sistema etnico, una modalità di essere delle famiglie, un’organizzazione-identità che si interseca e si coniuga con la realtà locale, la cui configurazione antropopsichica si qualifica per la coincidenza tra derivate culturali, comunitarie, familiari ed individuali. Lo psichismo mafioso si svela come “modalità organizzatrice delle relazioni tra il soggetto e la realtà, caratterizzate dal loro essere dogmatico  e  fondamentalista” (Lo Verso, 1998), cioè strutturato su rigide fondamenta affettive dell’individualità,  e  come  “matrice  inconscia  di  pensiero  che "in-forma” di sé molti aspetti della vita quotidiana”.

Nello studio delle peculiarità psicologiche che caratterizzano lo “psichismo mafioso”, il fondamentalismo riveste un ruolo di primaria importanza: la nascita psichica è un processo relazionale di identificazione che il nuovo nato ha con la realtà familiare, antropologica, biologica che lo concepisce ed alleva. Tale mondo gruppale esterno ed interno è presente nell’inconscio di ogni uomo e contribuisce, insieme all’esperienza, a strutturarlo (Lo Verso, Di Blasi 2012).

La ricerca e la clinica supportano l’ipotesi della funzione, da parte della famiglia mafiosa, di saturazione del processo evolutivo della famiglia biologica e di condizionamento del processo evolutivo grazie al suo fondamentalismo psichico, che non riconosce e non incentiva nessun tipo di soggettività, generatività e autonomia di pensiero: "È... come se la psiche individuale fosse colonizzata dalla psiche collettiva del proprio familiare, che è transgenerazionale ed allargato sino a ricomprendere la famiglia mafiosa nella quale l’individuo si identifica pienamente”.

Il lavoro psicologico-clinico sulla mafia deve molto ai contributi di Giovanni Falcone, ideatore di un metodo d’indagine che, riconoscendo il valore della relazione ed alimentato dal bisogno autentico di comprensione del fenomeno da combattere, si fonda sul dialogo con l'altro come persona nella sua peculiarità e complessità, se vogliamo con una metodologia ed un atteggiamento “clinici”.  

 La psicologia degli ex-mafiosi diventati collaboratori di giustizia conferma quanto ipotizzato sulla famiglia e sull'identità mafiosa: "Un dato principale che emerge dalle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia è la differenziazione che essi operano tra gli aspetti “ideali” di Cosa Nostra, che fondavano il senso della loro appartenenza individuale all’organizzazione, e quelli “reali”, lo stravolgimento cioè del “codice d’onore”, nei quali non si riconoscono più” (Lo Verso, 1998).

Gli studi si allargano, negli anni '90 e 2000, a gruppi con magistrati, all'analisi delle perizie psichiatriche e delle deposizioni giudiziarie, al lavoro clinico nei Servizi soprattutto con i figli di famiglie mafiose, contribuendo allo studio della psiche mafiosa come vero e proprio soggetto/oggetto della  ricerca e della clinica e della mafia come vero e proprio organizzatore psichico.

Nasceranno esperienze di setting e tecniche specifiche per la psicoterapia, ormai valutabili e codificabili, come il “gruppo di elaborazione clinico-sociale, che permetteranno una sia pur provvisoria risposta alla domanda del clinico: che cosa significa per uno psicoterapeuta aiutare un paziente a svelare la propria storia quando questa è attraversata da omicidi, tradimenti, morti bianche, di uomini noti alla cronaca giudiziaria? Che cosa significa per la relazione clinica in atto, sentirsi osservati dalla mafia?” (Giunta, Lo Verso, 2011). In "La Mafia in Psicoterapia" (Lo Verso, 2013) i casi clinici riportati attestano che "la mafia è psicopatologia nella misura in cui produce spersonalizzazione nei suoi membri, angoscia e paranoia nella polis in cui opera, crollo della stima di sé, ansia, paura nelle sue vittime e impossibilità di sviluppo psicosociale e politico-economico".

Gli studi più recenti ci informano dei cambiamenti che stanno lacerando la realtà antropopsichica della mafia, in particolare di quella siciliana. Promotori di questa trasformazione risultano: il ruolo assunto dall'universo femminile nel suo processo di emancipazione dai ruoli e dai modelli relazionali istituiti e quello assunto da una nuova configurazione sociale della mafia, percepita non più come istituzione, ma come organizzazione più visibile e tangibile, ma meno fondativa dell'identità.

 

Bibliografia

- Coppola E., Formica I. (2015), ‘Ndrangheta and The Strett: Experential Group with Reggio Calabria Flyng Squad Policeman, The Journal of new paradigm research, 71.

- Coppola E., Giordano C., Giorgi A., Lo Verso G., Siringo F. (2011), Trame di Sviluppo. Il volontariato e la ricerca psicologica per il cambiamento nei territori difficili, FrancoAngeli, Milano.

- Coppola E., Giunta S., Lo Verso G., (2010) La 'Ndrangheta tra la realtà detentiva e l'identità organizzativa: una ricerca psicologica-clinica, Rivista Telematica di Psicologia Clinica n.1.

- De Rosa C., Galesi L. (2013), Mafia da legare. Pazzi sanguinari, matti per convenienza, finte perizie, vere malattie: come Cosa Nostra usa la follia, Sperling & Kupfer, Milano.

- Di Lorenzo S. (1996), La grande madre mafia. Psicoanalisi del potere mafioso, Pratiche Editrice, Parma.

- Di Maria F., Formica I. (2005), La mafia interiore, Micromega, 3.

- Fiore I. (1997), Le radici inconsce dello psichismo mafioso, Franco Angeli, Milano.

- Fiore I. (1998), La famiglia del pensare mafioso, Franco Angeli, Milano.

- Giordano C., Lo Verso G. (2014) Il boss mafioso ieri e oggi. Caratteristiche psicologiche e dati di ricerca, Narrare i gruppi, Vol. 9, n.1.

- Giorgi A. (2007), Oltre il pensare mafioso: sviluppo umano e beni relazionali, Rivista Di Psicologia Clinica, Vol. 3.

- Giunta S., Licari G., Lo Verso G., (2004), La psiche mafiosa: stato dell’arte ed ipotesi per la ricerca, in Narrare il gruppo. Prospettive cliniche e sociali, Armando Editore, vol. 1.

- Giunta S. (2012), Un per-corso attraverso la psicologia del fenomeno mafioso, International Journal of Psychoanalysis and Education - IJPE vol. IV, n° 2 (9).

- Giunta S., Lo Verso G. (2012), Nel nome del padrINO, International Journal of Psychoanalysis and Education - IJPE vol. IV, n° 2 (9).

- Giunta S., Lo Verso G. (a cura di) (2011). La mafia, la mente, la relazione. Quaderno report n. 15 Milano: CSR Coirag

- Giunta S, Lo Verso G, Mannino G. (2013), Il mondo mafioso: tra pratica clinica ed interventi nella polis, CSR, Roma.

- Lo Coco G. (1999), Gruppoanalisi e pensiero mafioso: letture di un fondamentalismo, Gruppi, 1.

- Lo Verso G. (1994), Mafia e follia. Il caso Vitale, Psicoterapia e Scienze Umane, Bollati Boringhieri, Torino. .

- Lo Verso G., Lo Coco G., Mistretta S., Zizzo G. (a cura di) (1999), Come cambia la mafia. Esperienze giudiziarie e psicoterapeutiche in un paese che cambia, FrancoAngeli, Milano.

- Lo Verso G., Lo Coco G. (2002), La Psiche Mafiosa. Storie di casi clinici e collaboratori di giustizia, Franco Angeli, Milano.

- Lo Verso G., Lo Coco G. (2004), Working with patients involved in the mafia, In Lo Verso English Paper, edit by Prestano C. Edizioni Anteprima, Palermo.

- Lo Verso G., Coppola E. (2009), Mafia e sanità, In Dino A., Criminalità dei potenti e metodo mafioso, Mimesis, Milano.

- Lo Verso G., Licari G., Giorgi A. (2014), La psicologia del fenomeno mafioso. Ricerche e studi sulla mafia, sulla ‘ndrangheta e sulla Camorra, Narrare i gruppi, Vol.

- Schimmenti A., Caprì C., La Barbera D., Caretti V. (2014), Mafia and Psychopathy, 

- Schimmenti A, Giunta S, Lo Verso G (2014), Mafia women: a study of language and mental representations of women engaged with mafia members. Iinternational Journal Of Criminology and Sociology, p. 267-274.

 

 

RELATORI

 

Luciana Calvarese

Psicologa Psicoterapeuta formatasi alla SPP di  Torino con specializzazione in Psicoterapia Psicoanalitica dell'Età Evolutiva e Candidata ASP e IFPS, ha conseguito il Master Specialistico in Scienze Criminologiche, Vittimologiche e Victim Support (Associazione “Me.Dia.Re” di Torino). Dal 2009 lavora in ambito privato (“Pharus”, Centro di Psicologia clinica e Formazione professionale di Torino) e dal 2008 ha maturato la sua esperienza in ambito pubblico (Servizi di Neuropsichiatria Infantile). A partire dalla Tesi di Specializzazione, ha approfondito i processi identitari e relazionali e le esperienze cliniche e di ricerca svolte dal gruppo del professor Lo Verso.  Dal 2015 collabora con professionisti impegnati nella ricerca di modelli d'intervento clinico per le vittime di mafia.

 

Girolamo  Lo Verso

Professore di Psicoterapia presso il Dipartimento di Psicologia dell’Università degli Studi di Palermo, ha ideato e applicato il modello teorico-clinico della Gruppoanalisi soggettuale, e svolge da decenni il  coordinamento scientifico di gruppi di ricerca sulla valutazione della psicoterapia, sullo psichismo mafioso, sulla clinica dei gruppi, su identità e cultura. È stato presidente di varie società scientifiche ed è membro di molte società scientifiche Italiane ed internazionali e del Comitato scientifico di numerose riviste. E’ autore di oltre 400 fra saggi e ricerche e curatore o autore di 42 volumi. Ne ricordiamo solo alcuni: La mafia dentro (a cura di), Franco Angeli, 1998;  (con. Di Blasi M.), La Gruppoanalisi soggettualle, Raffaello Cortina, 2011; (con Ferraro A.M.) Disidentità e dintorni, Franco Angeli, 2007; Mafia e psicopatologia (con Craparo G., Ferraro A.M), Franco Angeli, 2017; La psicologia mafiosa: un fondamentalismo nostrano, Di Girolamo, 2017.

 

PROGRAMMA

ore   9.30 Ciro Elia, Senso e storia di SETTING sull'onda dei ricordi

ore  9.45 Luciana Calvarese, Il fenomeno mafioso nella ricerca e nella clinica

ore 10.30 Domande e interventi pre-ordinati (Giuseppe Craparo, Daniela Maggioni, Mattia Maggioni, Anna Sironi)

ore 11.00 Girolamo Lo Verso, La psicologia mafiosa: un fondamentalismo nostrano

ore 11.45 Discussione sulle ipotesi clinico-teoriche e sui modelli di ricerca; discussione del materiale clinico (Interventi pre-ordinati e discussione generale con i Relatori)

ore 12.30 Carla Weber, Conclusioni

  

Evento gratuito fino ad esaurimento posti (n. 65), con precedenza a Soci e Aggregati ASP e Allievi e Docenti SPP; prenotazione entro il 10 dicembre presso la Segretaria Organizzativa:ASP sig.ra Elena Zanini (Tel. e fax 02 6706278; e-mail:   Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.)