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Gaetano Benedetti

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E’ stato presidente onorario dell’associazione dalla sua fondazione. E' mancato il 2 dicembre 2013.

La collaborazione e il rapporto scientifico hanno cominciato a concretizzarsi negli anni ’60 con la sua attività di supervisore e formatore del gruppo di psicoanalisti fondatori dell’A.S.P. e sono continuati negli anni all’interno di varie attività dell’associazione.

Attorno alla sua figura si è coagulato, nel tempo, gran parte del processo di crescita dell’Associazione. La sua presenza nelle supervisioni di gruppo e individuali, con cadenza mensile e con una continuità di molti anni, il contributo sempre generoso del suo pensiero nei convegni e negli scritti pubblicati sulla nostra Rivista, lo hanno reso un “maestro” in grado di trasmettere, a più generazioni di psicoanalisti l’attitudine di un ascolto analitico nella psicoterapia della psicosi che pone in primo piano il “prendersi cura dell’altro”.

Il suo modello teorico-clinico per la terapia delle psicosi che ha come presupposto l’aspetto terapeutico dell’essere-con, è l’ambito in cui Benedetti ha orientato il proprio percorso scientifico e rappresenta uno dei più specifici riferimenti della nostra associazione.

Benedetti condivide la fondamentale esistenza dell’inconscio della teoria freudiana, ma se ne distacca non considerando il mondo pulsionale intrapsichico come l’alfa e l’omega di ogni comportamento.

Usando le sue parole:

“La psicoanalisi, quale io la comprendo dopo oltre cinquant’anni di attività, è: una nuova comprensione del Sé nella relazione, un nuovo atteggiamento dell’uomo di fronte al fenomeno del dolore, una nuova filosofia dell’uomo nella scoperta dell’inconscio”.

La psicopatologia schizofrenica non emerge unicamente dal mondo pulsionale intrapsichico ma è spiegata soprattutto come una “perdita radicale dell’immagine e dei simboli del Sé”.

Nell’approccio terapeutico un ruolo centrale viene rivestito dal coinvolgimento del terapeuta in una relazione, definita da Benedetti affettivo rappresentazionale, che si delinea come dimensione interattiva favorente la costruzione di una fantasia comune. L’idea portante della psicoterapia è quella di un ascolto terapeutico che permetta all’inconscio psicotico stesso di delineare le “forme” per poter accedere ad una qualche dimensione di esistenza. Fondamentale in tale terapia è una particolare modalità di identificazione del terapeuta (controidentificazione terapeutica ) che si intreccia con gli aspetti controtransferali e costituisce “una realtà relazionale intersoggettiva ove il simbolo del sé nasce nella mente dell’altro”. L’indicatore fondamentale del processo analitico, del “modello” di questa terapia, anche se Benedetti ha sempre rifuggito una dimensione troppo sistematizzata, è la costruzione del “soggetto transizionale” attraverso la “presenza” terapeutica e il transitivismo intersoggettivo.

 

Note biografiche 

Psichiatra, psicoanalista, nato a Catania il 7 luglio 1920 da famiglia di tradizione scientifica, compie brillantemente gli studi di medicina e neurologia presso l'università della città natale, ma l’impostazione rigidamente organicista della psichiatria italiana non concede spazi di ricerca a chi voglia “curare” i pazienti e spinge Benedetti ad andare all’estero.

E’ a Zurigo, nella storica clinica Burghölzli, che Benedetti sceglie di completare la propria formazione con il professor Manfred Bleuler, figlio di Eugen Bleuler “l’inventore” della schizofrenia, ed è in questa cornice, di una psichiatria ricca di un particolare fermento, che respira l’incontro fecondo tra la fenomenologia jaspersiana nei nomi di Binswanger o di Minkowski, da un lato e l’approccio psicoanalitico di Jung dall’altro. Insieme a Christian Müller, va considerato un “pioniere” nella psicoterapia analitica della psicosi.

Nella sua carriera scientifica si annoverano:

- l’appartenere a: Società Svizzera di Psicoterapia, Società Psicoanalitica Svizzera, Società Psicoanalitica Tedesca, International Psychoanalytic Association, American Accademy of Psychoanalysis, Società Svizzera di Psichiatria, Società Finnica di Psichiatria.

- l’aver occupato la cattedra di Professore di Psicoterapia ed Igiene Mentale all’Università di Basilea dal 1956 al 1985: ha diretto per trent’anni il Servizio di Psicoterapia ed Igiene Mentale del dipartimento psichiatrico universitario e tenuto lezioni di psichiatria alla facoltà di Medicina dell’Università .

- l’essere stato invitato per lezioni e conferenze nella maggior parte delle università italiane e straniere.

- l’aver ricevuto nel 1971 il premio Frieda Fromm-Reichmann (Stati Uniti), nel 1981 il premio Burchkardt (Germania), nel 1985 il premio Prinzhorn (Austria), nel gennaio 2012 il premio Mychkine istituito da Josef Bugovics (Lipsia), Regina Haslinger (Vienna), Maren Sell (Parigi), Peter Sloterdijk (Karlsruhe), Peter Weibel (Karlsruhe) in riferimento ai suoi studi, alla sua pratica clinica lavori e alla  sua dedizione lungo tutta la vita per comprendere e trattare la malattia della schizofrenia.

Attualmente risiede in Riehen-Basel (CH).

Notizie biografiche, suoi scritti, testimonianze dei suoi ex-allievi e collaboratori sono contenute nel testo a cura dell’ASP La parola come cura. La psicoterapia della psicosi nell’incontro con Gaetano Benedetti. Franco Angeli, 2006 e nel testo a cura di S. Kuciukian, Benedetti e Cremerius: il lungo viaggio, Franco Angeli, Milano, 2000

 

Note bibliografiche

 

E’ stato autore di oltre 500 pubblicazioni in lingua italiana e tedesca e francese, molti dei quali tradotti in Europa, in America, in Giappone. Le più note sono:

 

Testi

Benedetti G., Bleuler M., “La schizofrenia”, in Enciclopedia Medica Italiana, Sansoni, Roma, 1957.

Benedetti G., e Altri, “Dalla non esistenza all’incontro terapeutico”, Feltrinelli Milano. 1958.

Benedetti G., “Manuale di neuropsicologia”, Feltrinelli, Milano, 1962.

Benedetti G., "Neuropsicologia", Feltrinelli, Milano, 1969.

Benedetti G., "Segno, simbolo, linguaggio", Bollati Boringhieri, Torino, 1971.

Benedetti G., Corsi Piacentini T., D'Alfonso L., Elia C., Medri G., Saviotti M., "Paziente e analista nella terapia delle psicosi", Feltrinelli, Milano, 1979.

Benedetti G, "Alienazione e personazione nella psicoterapia della malattia mentale", Giulio Einaudi Editore, Torino 1980.

Benedetti G., "Paziente e terapeuta nell'esperienza psicotica" con la collaborazione di Andreoli L., Cannavò A., D'alfonso L., Elia C., Leozappa C., Maggioni M., Ottolenghi L., Pavese F., Sibilla A., Tommasina C., Bollati Boringhieri, Torino, 1991.

Benedetti G., Peciccia M., "Sogno, inconscio, psicosi", Mètis, Chieti, 1995.

Benedetti G, "La psicoterapia come sfida esistenziale" Edizione italiana a cura di Giorgio Maria Ferlini, Cortina, Milano, 1997.

Benedetti G.: “Postfazione”, in “Benedetti e Cremerius: il lungo viaggio”, a cura di S. Kuciukian, Franco Angeli, Milano, 2000.

Benedetti G.: “La mia via alla psicoanalisi e alla psichiatria” in “Benedetti e Cremerius: il lungo viaggio”, a cura di S. Kuciukian, Franco Angeli, Milano, 2000.

 

Riviste

Benedetti G., "Riflessioni ed esperienze religiose in psicoterapia", Centro Scientifico Ed., 2005.

Benedetti G., "La psicoterapia come limite della scienza nel paradigma dell'incontro con l'infermo", Rivista di Psicologia Analitica, vol. 14 (27), pp. 50-61, 1983.

Benedetti G., "Jung e la schizofrenia", Rivista di psicologia analitica, vol. 4, pp. 399-413.

Benedetti G., "L'inconscio", Il Ruolo Terapeutico, n. 28.

Benedetti G., "Partecipazione al delirio schizofrenico o realtà dell'inconscio collettivo", Rivista di Psicologia Analitica, vol.15 (29), pp.11-23, 1984.

Benedetti G, "Il pensiero figurativo: il sogno, l'immaginario e il simbolico", Psicoterapia e scienze umane, n.° 2, 1999.

Su Quaderni e Setting

Benedetti G., “Modelli cognitivi, genetici e strutturali della psicoanalisi”, Quaderni dell’Associazione di Studi Psicoanalitici, n.1 giugno 90.

Benedetti G., “Il simbolo della religione, nel mito e nel delirio religioso”. Quaderni dell’Associazione di studi psicoanalitici, n. 10, dicembre 1994.

Benedetti G., Peciccia M., “Il simbolo schizofrenico rivisitato”, Quaderni dell’Associazione di Studi Psicoanalitici, n. 11. giugno 1995.

Benedetti G., Peciccia M., “La comunicazione psicoterapeutica con il paziente schizofrenico attraverso il disegno speculare progressivo terapeutico: Riflessioni alla luce di una storia clinica.”, Quaderni dell’Associazione di Studi Psicoanalitici, n. 12, dicembre 1995.

Benedetti G., “Interazioni affettivo-rappresentazionali del paziente e del terapeuta nella psicologia delle psicosi”, Setting n°1, marzo 1996.

Benedetti G., “Da Ippocrate ad oggi: gli aspetti psicologici della depressione”, Setting n° 2, ottobre 1996.

Benedetti G., “Il linguaggio schizofrenico”, Setting n°11, maggio 2001.

Benedetti G., “Il simbolo nella genesi della mente umana”, Setting n° 14, ottobre 2002.

 

Libri ASP

Benedetti G., Peciccia M., “L'idea delirante nell'approccio affettivo-rappresentazionale” in “Affetti e pensiero”, orientamenti psicoanalitici ( pp. 236-253), Moretti e Vitali.1998.

Benedetti G., Articoli vari in “La parola come cura”, a cura dell’ASP, Franco Angeli, Milano, 2006.