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Johannes Cremerius

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Johannes Cremerius è stato Socio onorario dell’associazione (ASP) dalla sua fondazione e Presidente Onorario della Scuola di Psicoterapia Psicoanalitica.

Dagli anni 60 svolgerà la sua attività didattica inizialmente presso il Centro di Studi di Psicoterapia “Alberto da Giussano” e in seguito per la SPP e per l’associazione (ASP).

Nella sua attività formativa, nelle supervisioni individuali e di gruppo, porterà la sua personale e rigorosa visione della psicoanalisi, proponendo un insegnamento psicoanalitico “…con una minima teoria (G. Klein): transfert (per Cremerius “transfert” è sinonimo di interazione), controtransfert, qualche nozione sull’inconscio, pulsione e difesa”. (da Il futuro della Psicoanalisi. Resoconti e problemi di psicoterapia).

La sua concezione psicoanalitica si radica profondamente nella teorizzazione freudiana, ma vede al suo interno e ben presenti gli apporti di A. Freud, Balint, Ferenczi.

Nato nel 1918 a Moers in Renania, studia Filosofia, Psicologia e Medicina a Giessen, Lipsia, Pavia, Friburgo. Psichiatra e neurologo, analista didatta dell’IPA, è stato vice-presidente della Società tedesca di Psicoanalisi. Ha fondato in Germania i primi Consultori di Medicina Psicosomatica presso il policlinico dell’Università di Monaco, è stato cattedratico di Medicina Psicosomatica e Psicoterapia all’Università di Friburgo.

Cremerius sosterrà e svilupperà un progetto formativo a “sistema aperto” nel quale l’associazione (ASP) e i componenti della stessa diverranno interlocutori e al contempo co-costruttori di questo.

Cremerius proporrà una psicoanalisi che considera fortemente la funzione dell’analista all’interno della dinamica del processo analitico: la tecnica è centrata sul paziente, sullo sviluppo delle interazioni. L’aspetto relazionale, pur nella fedeltà agli assunti delle teorie pulsionali freudiane, è di fondamentale importanza.

Ciò emerge anche quando indica l’importanza “…di considerare dal punto di vista dinamico tutto ciò che accade nell’interazione: il campo dinamico dell’interazione è quello del transfert e della resistenza. Con uno stile semplice e preciso, insegna classicamente a considerare solo i fatti reali accaduti in seduta. Niente slanci teorici: solo la “banalità” degli accadimenti. Capire fin da subito a che scopo il paziente vuole usare l’analista, che cosa vuole da lui. Evitare dunque il pericolo di svolgere la funzione di portavoce della morale sociale, e quindi di assumere le funzioni superegoiche proiettate transferalmente sull’analista dal paziente” (da Il futuro della Psicoanalisi. Resoconti e problemi di psicoterapia).

Una psicoanalisi che pone l’uomo nella sua totalità al centro del mondo e fa sì che Cremerius trasmetta agli allievi un’eredità in cui curiosità, rigore, umanità, etica e libertà di pensiero sono alcuni fra i valori più importanti.

Il tema della libertà di pensiero e della “dissidenza”, della critica illuminata, percorre tutto il pensiero di Cremerius: sarà critico e divergente rispetto all’istituzione psicoanalitica, quando questa porta in sé una politica di potere e indottrinamento, e sottolineerà l’importanza dei cosiddetti dissidenti per lo sviluppo della psicoanalisi dal punto di vista clinico e teorico.

Cremerius ha saputo trasmettere a coloro che con lui hanno studiato e che attorno a lui si sono riuniti, la fiducia nella psicoanalisi come scienza dell’Uomo, scienza “…che non può essere monopolizzata, ma che appartiene a tutti gli uomini (…) la psicoanalisi deve rientrare in quel mai compiuto della scienza che sempre rimette in discussione il sapere acquisito producendo così sempre nuovo sapere” (Benedetti e Cremerius: il lungo viaggio).

Illuminante la visione di Cremerius sul futuro della psicoanalisi:

“Ritengo fondamentali quei parametri di pensiero che sempre mi sono stati a cuore, secondo cui è, prima ancora di ogni teoria, l’interesse e l’attenzione al paziente, i suoi bisogni e i suoi simboli, il suo linguaggio e la sua esperienza interiore, a costituire lo studio incessante della psicoanalisi, il suo continuo divenire…La teoria psicoanalitica che risale a Freud mi ha sempre affascinato per il suo grande sforzo di comprendere la malattia psichica in termini razionali. La sua formulazione è stata nei suoi capisaldi la scoperta di tutto un volto interiore della malattia psichica e dell’uomo in genere(…) Ma è anche importante, per la psicoanalisi italiana, come per quella d ogni paese, che la tradizione freudiana non resti un dogma, perché ciò non sarebbe scientifico. Io resto aperto ai contributi significativi di tanti “dissidenti”, che pur modificando profondamente la teoria freudiana hanno tracciato vie di comprensione e di approccio ben significative ed hanno non tanto contraddetto quanto arricchito il mio pensiero.” (Benedetti e Cremerius: il lungo viaggio).

 

Note biografiche

 

Nasce nel maggio 1918 a Moers, nella Renania-Westfalia, da una famiglia protestante. Sin da bambino mostrerà un inesauribile interesse per le materie umanistiche. Nel 1937 si iscrive alla Facoltà di Medicina. Nel 1939, per evitare l’iscrizione al partito nazionalsocialista, si trasferisce a Pavia e risiede al collegio universitario “Ghislieri”. Si appassiona alla cultura del Rinascimento Italiano. Arrestato durante la repubblica di Salò, è obbligato a tornare in Germania. Nel 1944 si laurea in Medicina a Friburgo. Parte per il fronte come medico militare, in un battaglione di fanteria. Dopo la ritirata di Danzica, riesce ad imbarcarsi su di una torpediniera al servizio degli Inglesi e sopravvive ad un naufragio nello Stretto di Skagerrak. Dal 1944 al 1946 effettua la sua formazione in Psichiatria a Düsseldorf. Lavora come psichiatra nella casa di cura di Düsseldorf-Grafenberg; critica i metodi della psichiatria organicistica. Fa pratica di ipnosi. Conosce le opere di Victor von Weizsaecker, fondatore della medicina psicosomatica in Germania, che lo incoraggia ad occuparsi di psicoanalisi. Comincia a studiare le opere di Freud, restando affascinato dallo “scrittore Freud”. Si specializza in Medicina Interna a Monaco. Inizia l’analisi didattica con Fritz Riemann, della quale darà un giudizio fortemente critico, e la formazione analitica, frequentando a Monaco l’Istituto di Ricerca Psicologica e Psicoterapia. Nel 1950 si associa alla Società Psicoanalitica Tedesca. Segue un corso di formazione di sei mesi negli Stati Uniti, nel quadro di un programma governativo. Qui viene in contatto con Alexander, Kriss, Menninger, Rado, Rapaport, Eissler, Loewenstein con cui effettua la supervisione di due casi seguiti a Monaco. Assiste anche al lavoro di Searles e di Frieda Fromm Reichmann con pazienti psicotici a Chestnut Lodge. Resta colpito dalla rigidità e intolleranza delle istituzioni psicoanalitiche statunitensi e decide di tornare in Germania. Nel 1951 inizia a dirigere il Centro Psicosomatico del Policlinico di Medicina di Monaco, il secondo sorto in Germania dopo quello di Heidelberg. Inizia a pubblicare lavori sulla psicosomatica. Organizza un circolo di psicoanalisti per discutere casi e pubblicazioni, invitando tra gli altri Michael Balint e Medard Boss. Con il 1952 inizia una ricerca di cinque anni sul diabete mellito. Nel 1960, deluso dall’ambiente conservatore di Monaco e dal mancato riconoscimento alla ricerca psicosomatica sul diabete, si trasferisce a Zurigo, esercitando come psichiatra in una clinica cantonale. Intraprende una seconda analisi con Gustav Bally. Nel 1965 è abilitato all’insegnamento universitario. Nel 1966 inizia a collaborare con il “Centro di studi di Psicoterapia Clinica” di Piazza Sant’Ambrogio a Milano, fondato da P.F. Galli. Nel 1967 comincia il suo insegnamento universitario a Giessen. Nel 1968, alla chiusura del centro di studi di Psicoterapia Clinica di piazza sant’Ambrogio, comincia la sua collaborazione con il “Centro di Studi di Psicoterapia” di via Alberto da Giussano di Milano (ora S.P.P. e A.S.P. di Via Pergolesi). Nel 1970 è chiamato a Friburgo ad insegnare all’Università e dirigere il reparto di Psicoterapia e Medicina Psicosomatica del Policlinico. Diventa didatta del locale Istituto di formazione della Società Psicoanalitica tedesca. Inizia un’intensa attività di conferenziere che lo vede presente in vari paesi: Germania dell’Est, Scandinavia, Spagna, Austria e Italia. Cura per Bollati Boringhieri la pubblicazione delle opere di Karl Abraham. Tra il 1982 e il 1983 viene nominato Vicepresidente della Società Psicoanalitica tedesca e insieme con Margarete Mitscherlich-Nielsen, Horst Eberard Richter e Lutz Rosenkotter fonda il “Circolo Bernfeld”, per riformare i metodi della formazione psicoanalitica dell’IPA ed in particolare per eliminare l’analisi didattica. Nel 1985 rifiuta di partecipare al Congresso internazionale di Psicoanalisi di Amburgo, per protesta contro la tiepida accoglienza riservata alla pubblicazione di una documentazione sui rapporti tra psicoanalisi e nazismo. Nel 1987 viene fondata l’Associazione di Studi Psicoanalitici (A.S.P.) di cui Cremerius è ispiratore e socio onorario. Nel 2002 muore a Zurigo.

 

-Notizie biografiche e suoi scritti sono contenuti nel testo, a cura di S. Kuciukian, Benedetti e Cremerius: il lungo viaggio, Franco Angeli, Milano, 2000 e nel volume, a cura di Giorgio Meneguz, Il futuro della psicoanalisi, Armando Editore, Roma, 2000.

 

Note bibliografiche (sono riportate solo le opere pubblicate e/o tradotte in italiano).

 

Cremerius J. (1969), “Psicoterapie brevi e loro base metodologica”, Psicoterapia e Scienze Umane, 8-9.

Cremerius J. (1969), “La teoria psicoanalitica delle difese con specifico riferimento alla clinica”, Psicoterapia e Scienze Umane, 10.

Cremerius J. (1971), “Tacere: problema della tecnica analitica”, Psicoterapia e Scienze Umane, 3.

Cremerius J. (1971), “Il silenzio dell’analista”, Psicoterapia e Scienze Umane, 4.

Cremerius J. (a cura di), Nevrosi e genialità, Boringhieri, Torino, 1975.

Cremerius J. (a cura di), Educazione e psicoanalisi, Boringhieri, Torino, 1975.

Cremerius J. (1976), “Difficoltà della terapia psicoanalitica in relazione alla stratificazione sociale”, Psicoterapia e Scienze Umane, 1-2.

Cremerius J. (1980), “La realtà del rapporto interpersonale”, Il Ruolo terapeutico, 24.

Cremerius J. (1981) “Introduzione”, in S. Ferenczi, Elogio della Psicoanalisi. Interventi 1908-1920, Boringhieri, Torino, 1985.

Cremerius J. (1981), Psicosomatica clinica, Borla, Roma, 1981.

Cremerius J. (1979), “Esistono due tecniche psicoanalitiche?”, Psicoterapia e Scienze Umane, 1, 1981.

Cremerius J. (1982), Seminari di Psicoterapia, “Il Ruolo Terapeutico”, Milano.

Cremerius J. (1982), “L’amore pre-edipico mascherato come amore edipico, ovvero l’equivoco letterario di Feydau”, Gli Argonauti, 19, 1983.

Cremerius J. (1982), “Psicoterapia delle Psicosi”, Il Ruolo terapeutico, 31.

Cremerius J. (1983), “Il linguaggio della tenerezza e il linguaggio della passione: riflessione sulla relazione di Sàndor Ferenczi tenuta a Wiesbaden nel 1932”, Psicoterapia e Scienze Umane, 3, 1984.

Cremerius J. (1983), “L’importanza dei dissidenti per la psicoanalisi”, Psicoterapia e Scienze Umane, XVII, 3.

Cremerius J. (1985), “La regola psicoanalitica dell’astinenza, dall’uso secondo la regola all’uso operativo”, Psicoterapia e Scienze Umane, XIX, 3.

Cremerius J. (1985), “Freud al lavoro: uno sguardo al di sopra della sua spalla. La sua tecnica nei resoconti di allievi e pazienti”, in Il mestiere dell’analista, Boringhieri, Torino.

Cremerius J. (1985), “La costruzione della realtà biografica nel processo analitico”, in Il mestiere dell’analista, Boringhieri, Torino.

Cremerius J. (1985), Il mestiere dell’analista, Boringhieri, Torino.

Cremerius J. (1986), “Premessa”, in Aldo Carotenuto, La colomba di Kant, Bompiani, Milano.

Cremerius J. (1986), “Alla ricerca di tracce perdute. Il Movimento Psicoanalitico e la miseria dell’Istituzione psicoanalitica”, Psicoterapia e Scienze Umane, 3, 1987.

Cremerius J. (1986), “Attraverso che cosa agisce la Psicoterapia”. Quaderni Associazione Studi Psicoanalitici, 1, 1990.

Cremerius J. (1986), “La rinuncia della psicoanalisi al suo compito emancipatorio-illuministico e il ritorno alla teoria del trauma”, Psicoterapia e Scienze Umane, 3.

Cremerius J. (1987), “Sabina Spielrein, una vittima precoce della politica della professione psicoanalitica”, Materiali per il piacere della psicoanalisi, Tipografia editrice pisana, 12, 1990.

Cremerius J. (1987), “L’istituzione, tra il 1923 e il 1926, del sistema di selezione come strumento della politica di potere del “movimento psicoanalitico”, Psicoterapia e Scienze Umane, 4, 1990.

Cremerius J. (1987), “L’influenza della psicoanalisi nella letteratura di lingua tedesca”, Gli Argonauti, 33.

Cremerius J. (1987), “Quando noi, psicoanalisti, organizziamo il training, dobbiamo farlo in modo psicoanalitico!”, Quaderni dell’A.S.P., 5-6.

Cremerius J. (1989), “Analisi didattica e potere. La trasformazione di un metodo di insegnamento-apprendimento in strumento di potere della psicoanalisi istituzionalizzata”, Psicoterapia e Scienze Umane, 3.

Cremerius J. (1989), “La morte di Freud: identità di pensiero, vita e morte”, Gli Argonauti, 46, 1990.

Cremerius J. (1991), “Limiti e possibilità della tecnica psicoanalitica”, Boringhieri, Torino.

Cremerius J. (1996), “La situazione della psicoterapia/psicoanalisi nella Repubblica federale tedesca, Psicoterapia e Scienze Umane, 1.

Cremerius J. (1996), “I limiti dell’autorischiaramento analitico e la gerarchia della formazione istituzionalizzata”, Psicoterapia e Scienze Umane, 3, 1999.

Cremerius J. (1999), “Un europeo a New York. In morte dell’analista Kurt Robert Eissler”, Setting, 8.

Cremerius J. (2000), “La Psicologia dell’Io è un ‘prodotto importato’ dall’America?”, Setting, 9.

Cremerius J. (1994), Psicoanalisi come professione, ovvero “Parti, cuore mio e cerca Freud”, in Kuciukian S. (a cura di), Benedetti e Cremerius: il lungo viaggio, Franco Angeli, Milano, 2000.

 

Altri scritti e lavori di J. Cremerius si trovano in:

Il futuro della psicoanalisi.Resoconti e problemi di psicoterapia, a cura di G. Meneguz, Armando Editore, Roma, 2000.

“Un seminario”, in Maggioni D.“L’esercizio politico del dissenso”, Setting, 24, 2007.

 

 

POTETE TROVARE ALTRE INFORMAZIONI SUL SITO JOHANNES CREMERIUS . UN MAESTRO DA RICORDARE

www.cremeriusjohannes.it a cura dell'ASP Associazione di Studi Psicoanalitici