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Teresa Corsi Piacentini

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Teresa Corsi Piacentini, scomparsa nel 2009, è stata fondatrice, presidente, collega, compagna di strada, socia onoraria dell’ASP ed ha lasciato una traccia significativa nella nostra storia per la ricchezza del suo contributo scientifico ed umano.

È una psicoanalista che ha attraversato cinquant’anni di storia della psicoanalisi italiana arricchendosi ed arricchendola di vari contributi ed indirizzi, un percorso lungo ed articolato in cui l’ASP ha potuto usufruire di una posizione privilegiata. È ricordata come persona affettivamente ed intellettualmente ricca, sobria nel proporsi, consistente nel suo impegno, affidabile e ancorata ad una buona capacità di cogliere la necessità specifica del momento, sorretta da una buona integrazione tra l’essere donna e l’essere analista in quel contesto storico.

E di quel contesto è stata capace di individuare ed elaborare elementi diversi e di occuparsi, con un approccio a volte non particolarmente sistematico, ma legato alla sollecitazione più significativa, dei temi clinici e culturali che hanno caratterizzato il suo tempo: il tema dell’identità femminile nell’ambito del movimento femminista, il viraggio della psicoanalisi verso una dimensione relazionale, l’intuizione anticipatrice della rilevanza del corpo e della comunicazione non verbale nella relazione analitica collegata allo studio della reciprocità delle comunicazioni inconsce tra paziente e analista, il trattamento psicoterapico dei pazienti psicotici, l’impegno formativo rispetto alle figure paramediche impegnate in attività di cura, aspetti di psicoanalisi applicata mirate al rapporto tra psicoanalisi, arte e letteratura, gli sviluppi del pensiero psicoanalitico nell’Unione Sovietica.

Tra tutti questi campi di interesse, in termini di declinazione più pragmatica, vanno senz’altro ricordati la partecipazione all’esperienza di gruppo promossa, tra gli altri, da Pier Francesco Galli ed Enzo Codignola che prese origine dal Gruppo milanese per lo sviluppo della psicoterapia di p.za S. Ambrogio 2 per poi diffondersi in altre sedi, (oltre a Milano, Genova e Bologna) mantenendo frequenti e significativi momenti di confronto.

Questo progetto formativo si caratterizzava per il suo intreccio tra psicoanalisi e scienze umane e l’eterogeneità dei partecipanti era garanzia di una crescita e di una strutturazione in una dimensione critica costantemente verificata. Certamente significativa, per il periodo, era anche l’assenza di una distinzione istituzionale tra docenti ed allievi in favore di occasioni di confronto aperte e favorenti lo scambio e la crescita.

Fondamentalmente un progetto di formazione permanente come modo di essere psicoanalisti: non dogmatici, cerniera tra il pensiero tradizionale ed i nuovi sviluppi, flessibili nell’accogliere contributi altri.

In questo clima nasce l’esperienza di Psicoterapia e Scienze Umane, parallela alla sua partecipazione al gruppo di via Alberto da Giussano, e in tempi successivi, all’A.S.P. e alla S.P.P.

In questa fase più istituzionalizzata Teresa Corsi generosamente ha sempre condiviso la sua esperienza, il suo sapere, la sua ricerca attraverso attività di supervisioni, gruppi, partecipazioni a convegni e giornate seminariali, assunzione di incarichi, contributi con articoli sempre stimolanti e precisi.

Era e rimane tuttora difficile separare la studiosa dalla persona, il suo sapere scientifico dalla sua umanità, ma questa è la chiave di lettura più idonea e la caratteristica precipua del contributo lasciato in A.S.P. e della traccia rimasta in tutti quelli che hanno potuto condividere con lei tratti di cammino.