A cura di Gioia Gorla
1918
16 maggio: nasce nella cittadina di Moers, in Renania Westfalia, da una famiglia protestante. Bambino animato da insaziabile curiosità, mostrerà grande interesse per le materie umanistiche. Nella Repubblica di Weimar (1918 – 1933) la psicoanalisi si diffonde e raggiunge posizioni di potere. Numerosi analisti appartengono all’area di sinistra.
30 gennaio: Hitler diventa cancelliere. Ha inizio il periodo nazista.
1919
Le opere di Freud e quelle di altri scrittori ebrei vengono bruciate in piazza a Berlino, “contro la sopravvalutazione della vita sessuale che distrugge l’anima e per la libertà dell’animo umano”.
1937
Si iscrive alla Facoltà di medicina. La Società Psicoanalitica Tedesca (DPG) si scioglie e si trasforma in una sezione speciale dell’Istituto “Goering”, che si occupa di ricerca psicologica e di psicoterapia, dichiaratamente nazista.
1938
Per evitare l’iscrizione al partito nazionalsocialista si trasferisce in Italia e continua gli studi di Medicina a Pavia, risiedendo al collegio universitario Ghislieri. Si appassiona alla cultura del Rinascimento italiano.
1 settembre: invasione della Polonia.
29 settembre: Freud muore a Londra.
1943
Arrestato durante la Repubblica di Salò, è obbligato a tornare in Germania.
1944
Si laurea in Medicina a Friburgo. È spedito al fronte come medico militare in fanteria. Dopo la ritirata di Danzica, riesce a imbarcarsi su di una torpediniera al servizio degli Inglesi e sopravvive a un naufragio nello stretto di Skagerrak.
1944
Formazione in Psichiatria a Dusseldorf. Lavora come psichiatra nella casa di cura di Dusseldorf – Grafenberg: è critico sui metodi della psichiatria organicista. Fa pratica di ipnosi.
1945/6
Conosce le opere di Victor von Weizsaecker, fondatore della medicina psicosomatica in Germania. Entra in contatto con lui che lo incoraggia a occuparsi di psicoanalisi. Comincia a studiare le opere di Freud, restando affascinato dallo “scrittore Freud”.
Si specializza in medicina interna a Monaco. Inizia l’analisi didattica con Fritz Riemann, della quale darà un giudizio fortemente critico, e la formazione analitica frequentando a Monaco l’Istituto di Ricerca Psicologica e Psicoterapica.
1949
Smembramento della Germania i due stati: la Repubblica Federale di Germania, con capitale Bonn, e la Repubblica Democratica Tedesca, con capitale Pankow. Il cristianodemocratico Konrad Adenauer è eletto Cancelliere.
Viene fondata la nuova Società Psicoanalitica Tedesca, riconosciuta l’anno seguente dall’IPA.
1950
Si associa alla Società. Corso di formazione di sei mesi negli Stati Uniti, nel quadro di un programma governativo. Frequenta istituti di formazione della Società Psicoanalitica Americana. Viene a contatto con personalità di spicco come Alexander, Kriss, Menninger, Rado, Rapaport, Eissler, Loewenstein, con il quale effettuò la supervisione di due casi già seguiti a Monaco. Assiste anche al lavoro di Searles e di Frieda Fromm Reichmann con i pazienti psicotici a Chestnut Lodge. Nonostante l’interesse di questi contatti, resta colpito dalla rigidezza e intolleranza delle istituzioni psicoanalitiche statunitensi, per cui decide di tornare in Germania.
1951
Dirige il Centro Psicosomatico del Policlinico di Medicina di Monaco di Baviera, il secondo sorto in Germania dopo quello di Heidelberg. Inizia a pubblicare articoli sulla psicosomatica. Organizza un circolo per psicoanalisti per discutere di casi e di recenti pubblicazioni, cui invita ospiti stranieri, tra cui Michael Balint e Medard Boss.
1952
Comincia una ricerca che durerà cinque anni sulla psicosomatica del diabete mellito.
1960
Deluso dall’ambiente conservatore di Monaco e dal mancato riconoscimento alla ricerca sulla psicosomatica del diabete, si trasferisce a Zurigo, lavorando come psichiatra in una clinica cantonale. Intraprende una seconda analisi con Gustav Bally.
1961
Viene eretto il muro di Berlino tra il settare occidentale e quello sovietico.
1963
Tiene corsi di formazione per il personale della clinica Richter a Giessen (Assia).
1965
È abilitato all’insegnamento universitario.
1966
Il socialdemocratico Willy Brandt diventa Vice – cancelliere della Repubblica Federale di Germania in un governo di “grande coalizione”.
Cremerius comincia a collaborare col Gruppo milanese per lo sviluppo della Psicoterapia, “Centro Studi di Psicoterapia Clinica” di Piazza S. Ambrogio, fondato da P. F. Galli.
1967
Le istituzioni pubbliche di malattia decidono di sostenere i costi per 300 ore di psicoterapia psicoanalitica.
1968
Inizia l’insegnamento universitario a Giessen. In piena contestazione studentesca (verso cui Cremerius assume un atteggiamento di apertura e comprensione, condividendone molte posizioni, tra cui per la politica di Adenauer, che sosteneva il riarmo e la repressione della dissidenza politica) legge e discute con gli studenti “L’avvenire di una illusione”.
1969
Willy Brandt, divenuto Cancelliere di un governo di coalizione con i liberali, sostiene la cosiddetta “Ostpolitik”, che riconosce i confini orientali della Germania e l’esistenza della DDR, favorendo in tal modo il processo di distensione internazionale.
Alla chiusura del Centro di piazza S. Ambrogio, Cremerius inizia la sua collaborazione col “Centro Studi di Psicoterapia” di via Alberto da Giussano.
1970
È chiamato ad insegnare all’Università di Friburgo e a dirigere il reparto di Psicoterapia e medicina psicosomatica del Policlinico della città. Diventa didatta del locale Istituto di formazione della Società Psicoanalitica Tedesca. Inizia una intensa attività di conferenziere, che lo porta in Germania dell’Est, Scandinavia, Spagna, Austria e soprattutto Italia. Pubblicazione presso Bollati Boringhieri della Opere di Karl Abraham, da lui curate.
Viene fondata a Milano la Scuola di Psicoterapia Psicoanalitica, di cui diventa uno dei docenti.
1975
Pubblica presso Bollati Boringhieri due antologie, dedicate rispettivamente a Psicoanalisi ed educazione e Nevrosi e genialità.
1980
Congresso della Società Psicoanalitica Tedesca a Bamberg, dove si comincia ad affrontare il tema dei rapporti psicoanalisi e terzo Reich.
1981
Esce in Italiano Psicosomatica clinica (Roma, Borla).
1982
Escono i Seminari di Psicoterapia (Milano, Il ruolo terapeutico).
È nominato Vicepresidente della Società Psicoanalitica Tedesca.
1983
Insieme a Margarete Mitscherlich-Nielsen, Horst Eberard Richter e Luz Rosenkotter fonda il “Circolo Bernfeld”, allo scopo di riformare i metodi di formazione dei candidati vigenti nell’IPA, secondo le sue posizioni avverse all’analisi didattica. Nel Congresso di Friburgo, Cremerius, che collaborava ai “Colloqui friburghesi di psicoanalisi e letteratura”, interviene su “Scrittori tedeschi e fascismo”.
1985
Congresso internazionale di Psicoanalisi ad Amburgo a cui Cremerius rifiuta di partecipare, per protesta contro la tiepida accoglienza riservata alla pubblicazione di una documentazione sui rapporti tra psicoanalisi e nazismo. Esce la raccolta di articoli Il mestiere dell’analista (Torino, Bollati Boringhieri).
1987
Viene fondata a Milano l’Associazione di Studi Psicoanalitici (ASP) di cui Cremerius è ispiratore e Socio Onorario.
1988
Il circolo Bernfeld viene chiuso.
1989
9 novembre: caduta del muro di Berlino.
1990
Nasce la nuova Repubblica Federale Tedesca.
1991
Esce la raccolta di scritti Limiti e possibilità della tecnica psicoanalitica (Torino, Bollati Boringhieri).
2000
escono Il futuro della psicoanalisi e la traduzione dell’autobiografia Psicoanalisi come professione (ovvero Parti, cuore mio, e cerca Freud).
2002
15 marzo: muore improvvisamente a Zurigo.
Gli anni di Milano
Johannes Cremerius è stato Socio onorario dell’ASP, Associazione Di Studi Psicoanalitici, dalla sua fondazione e Presidente Onorario della Scuola di Psicoterapia Psicoanalitica.
Dagli anni 60 aveva intrattenuto una collaborazione dapprima con il “Centro Studi di Psicoterapia Clinica” di Piazza S. Ambrogio, fondato da P. F. Galli e successivamente, allo scioglimento di questo, col “Centro Studi di Psicoterapia” di via Alberto da Giussano fondato da Teresa Corsi Piacentini, Lilia D’Alfonso, Edmondo D’Alfonso, Annamaria Dusi, Ciro Elia, Annamaria Fabbrichesi, Mariella Loriga, Guido Medri, Giovanni Miccolis, Cecilia Morosini, Marina Saviotti, Paolo Tranchina.
Il suo apporto didattico, sviluppato in queste prime esperienze, assumerà una veste più stabile e duratura con la fondazione della SPP e dell’ASP, anche in veste di ispiratore e sostenitore.
Nella sua attività formativa, nelle supervisioni individuali e di gruppo, porterà la sua personale e rigorosa visione della psicoanalisi, proponendo un insegnamento psicoanalitico “…con un minimo di teoria (G. Klein): transfert (per Cremerius “transfert” è sinonimo di interazione), controtransfert, qualche nozione sull’inconscio, pulsione e difesa”. (da Il futuro della Psicoanalisi. Resoconti e problemi di psicoterapia).
La sua proposta è una concezione della psicoanalisi si radica profondamente nella teorizzazione freudiana, ma vede al suo interno e ben presenti gli apporti di A. Freud, Balint, Ferenczi.
Cremerius sosterrà e svilupperà un progetto formativo a “sistema aperto” nel quale l’associazione (ASP) e i componenti della stessa diverranno interlocutori e al contempo co-costruttori di questo.
Cremerius proporrà una psicoanalisi che considera fortemente la funzione dell’analista all’interno della dinamica del processo analitico: la tecnica è centrata sul paziente, sullo sviluppo delle interazioni. L’aspetto relazionale, pur nella fedeltà agli assunti delle teorie pulsionali freudiane, è di fondamentale importanza.
Ciò emerge anche quando indica l’importanza “…di considerare dal punto di vista dinamico tutto ciò che accade nell’interazione: il campo dinamico dell’interazione è quello del transfert e della resistenza”. Con uno stile semplice e preciso, insegna classicamente a considerare solo i fatti reali accaduti in seduta. Niente slanci teorici: solo la “banalità” degli accadimenti. Capire fin da subito a che scopo il paziente vuole usare l’analista, che cosa vuole da lui. Evitare dunque il pericolo di svolgere la funzione di portavoce della morale sociale, e quindi di assumere le funzioni superegoiche proiettate transferalmente sull’analista dal paziente” (da Il futuro della Psicoanalisi. Resoconti e problemi di psicoterapia).
Una psicoanalisi che pone l’uomo nella sua totalità al centro del mondo e fa sì che Cremerius trasmetta ai suoi allievi e seguaci un’eredità in cui curiosità, rigore, umanità, etica e libertà di pensiero sono alcuni fra i valori più importanti.
Il tema della libertà di pensiero e della “dissidenza”, della critica illuminata, percorre tutto il pensiero di Cremerius: sarà critico e divergente rispetto all’istituzione psicoanalitica, quando questa porta in sé una politica di potere e indottrinamento, e sottolineerà l’importanza dei cosiddetti dissidenti per lo sviluppo della psicoanalisi dal punto di vista clinico e teorico.
Una visione aperta e critica che hanno contribuito a determinare le linee guida e l’orientamento di una allora appena nata ASP, di cui si è fatto padre severo, esigente ed accogliente.
Cremerius ha saputo trasmettere a coloro che con lui hanno studiato e che attorno a lui si sono riuniti, la fiducia nella psicoanalisi come scienza dell’Uomo, scienza “…che non può essere monopolizzata, ma che appartiene a tutti gli uomini (…) la psicoanalisi deve rientrare in quel mai compiuto della scienza che sempre rimette in discussione il sapere acquisito producendo così sempre nuovo sapere”. (Benedetti e Cremerius: il lungo viaggio).
Illuminante la visione di Cremerius sul futuro della psicoanalisi :
“Ritengo fondamentali quei parametri di pensiero che sempre mi sono stati a cuore, secondo cui è, prima ancora di ogni teoria, l’interesse e l’attenzione al paziente, i suoi bisogni e i suoi simboli, il suo linguaggio e la sua esperienza interiore,a costituire lo studio incessante della psicoanalisi, il suo continuo divenire… La teoria psicoanalitica che risale a Freud mi ha sempre affascinato per il suo grande sforzo di comprendere la malattia psichica in termini razionali. La sua formulazione è stata nei suoi capisaldi la scoperta di tutto un volto interiore della malattia psichica e dell’uomo in genere(…) Ma è anche importante, per la psicoanalisi italiana, come per quella d ogni paese, che la tradizione freudiana non resti un dogma, perché ciò non sarebbe scientifico. Io resto aperto ai contributi significativi di tanti “dissidenti”, che pur modificando profondamente la teoria freudiana hanno tracciato vie di comprensione e di approccio ben significative ed hanno non tanto contraddetto quanto arricchito il mio pensiero.”
(Benedetti e Cremerius: il lungo viaggio)
Notizie biografiche e suoi scritti sono contenuti nel testo, a cura di S. Kuciukian, Benedetti e Cremerius: il lungo viaggio, Franco Angeli, Milano, 2000 e nel volume, a cura di Giorgio Meneguz, Il futuro della psicoanalisi, Armando Editore, Roma, 2000.