Nell’epoca del parossismo dei contatti via Internet, quando gran parte dei rapporti umani sembra incanalato nella vastità anonima della Rete, succedono fatti singolari, inquietanti, che investono direttamente la nostra professione di psicoterapeuti. Come tutti noi sappiamo molte persone, e tra queste i nostri stessi pazienti, si impegnano nell’avventura di cercare un partner attraverso siti specializzati, che ormai si contano a decine. Non ho qui intenzione di discutere questo fenomeno, che si è ormai ampiamente imposto ed ha certamente aspetti positivi, quanto portare all’attenzione dei colleghi alcuni pericoli, ed in particolare uno, noto come “truffa romantica”. Un report dell’ FBI può dare un’idea delle dimensioni del fenomeno e dell’allarme dato anche dalle forze dell’ordine (https://www.fbi.gov/contact-us/field-offices/washingtondc/news/press-releases/fbi-cautions-public-to-be-wary-of-online-romance-scams).
Per noi la cosa riveste grande interesse da numerosi punti di vista. E’ argomento di criminologia psicoanalitica (campo ormai poco frequentato, ma di solide tradizioni), riguarda la salvaguardia e la tutela dei nostri pazienti e ci impone di fronteggiare assieme a loro la situazione, quando vi si trovino invischiati.
In pratica si tratta di questo. Un uomo, o una donna in cerca di un partner si imbattono in un profilo estremamente invitante. L’uomo (pongo il problema dal lato maschile, ma naturalmente accade lo stesso anche per le donne e tutto il mondo LGBT) che legge il profilo di solito vede una donna di bellezza rara, in cerca di una relazione a lungo termine, e invia un messaggio di apprezzamento, convinto che un tale angelo mai e poi mai gli risponderà. Invece accade il miracolo: la donna si porge gentilmente, in modo inaspettatamente cordiale, invitando l’uomo a presentarsi e a parlare di sé.
Questa è la prima fase della truffa: la Profilazione. Dalla parte in cui l’uomo crede ci sia una donna, si trova in realtà una banda perfettamente organizzata, abilissima nella tecniche di profiling e nella ricerca dei punti deboli della vittima. Occorre inoltre che l’uomo abbia certe caratteristiche: un bisogno intenso di trovare una (o un) partner, uno stato di solitudine avvertito come insopportabile, impulsività, forte immaginazione, inesperienza. Bisogna però notare che spesso queste prime mosse reciproche scatenano ben presto il cosiddetto colpo di fulmine, in cui ben poche persone riescono a mantenersi razionali, controllate e vigili. Proprio questo è lo stato a cui mirano i criminali: indurre un innamoramento improvviso, intenso, capace di abbassare le normali difese dell’individuo. A seguito della profilazione, ottenuta attraverso sapienti domande (ad esempio: cosa ti piace di più nella vita? Vorresti avere dei figli? Saresti disposto a una relazione a lungo termine? Sei una persona affidabile? Hai mai tradito la tua partner?), i criminali compongono una lista di possibili punti d’attacco e sferrano la seconda micidiale mossa: la donna angelica del profilo (che o è una complice, oppure non esiste) fa la commedia di cedere all’amore, inizia a dichiararsi attratta dalle caratteristiche dell’uomo, aggiungendo sempre “non mi interessa l’aspetto fisico, mi interessa come sei fatto dentro, che uomo sei”, in modo da rassicurare il malcapitato, forse ancora un po’ scettico all’idea di suscitare amore in una donna di bellezza inverosimile. Scetticismo che ben presto si tramuta in esaltazione, quando la ragazza si dimostra sempre più calda e, meraviglia, decisamente innamorata, con frasi esplicite e talvolta roventi: “ho capito che sei l’uomo della mia vita, ti cercavo da sempre, tu sei una persona generosa, voglio stare sempre con te ed avere cura di te come una vera moglie, svegliarmi con te al mattino sarà la mia gioia più grande…”
Questa si potrebbe definire la fase dell’Abboccamento, in cui l’uomo, a volte, inghiotte amo, esca, mulinello e canna tutti insieme. Stranamente, alcune cose che ci si aspetterebbe in un dialogo “normale” a distanza non si verificano mai: ad esempio, la donna in questione non accetterà mai una videochiamata. Si concederà solo a voce, per telefono, e sempre con estrema difficoltà, tra brusii e fischi degni di un telefono da campo della prima guerra mondiale, ogni volta giustificandosi con scuse più o meno fantasiose ma che, alla mente dell’uomo ormai catturato, suoneranno perfettamente ragionevoli. Il dialogo amoroso sale di temperatura e si stabilisce una aurea reciprocità, che può durare una settimana o poco più. E’ la fase del Consolidamento, fondamentale per passare alla mossa successiva: quella dell’ Incidente Improvviso. La ragazza appare al cellulare fotografata con un qualche danno fisico, dicendo di essere stata aggredita, di non avere più il telefono cellulare, che le è stato prestato all’occasione da una amica, solo per annunciarne il furto e inviare le prove del misfatto al…”fidanzato”, che teme grandemente l’interruzione delle comunicazioni. Oppure la donna annuncia di essere stata improvvisamente sfrattata da un padrone di casa crudele, di non avere modo di pagare l’affitto perché è stata appena licenziata, di essere insomma vittima di un guaio imprevedibile, che la costringerebbe – di nuovo – a interrompere il dialogo a distanza. Non chiede mai subito del denaro, aspetta che l’uomo cada in preda all’ansia più nera, coltivando questa stessa ansia con racconti adatti: lei era molto ricca ma poi il papà è morto, la mamma si è improvvisamente ammalata ed abita lontano, non può comprare un cellulare nuovo perché deve pagare improvvisamente il padrone di casa cattivo, eccetera. In questa fase la banda criminale mostra una fantasia veramente straordinaria, e il modo di alternare speranza a timore di perdita può ridurre il malcapitato ad uno stato di caos emotivo grave. E’ a questo punto che la vittima stessa propone di inviare denaro: o per pagare una rata d’affitto, o per comprare un cellulare nuovo, o per pagare certe spese mediche…Una mossa tipica, per quanto veramente strana ai nostri occhi, è questa: spesso la donna invia alla vittima un falso testamento, nel quale si dichiara essere lei stessa oggetto di una eredità gigantesca, e quindi in grado di rendere il denaro, e di prospettare alla “coppia” un futuro di agio e felicità. Naturalmente al malcapitato viene richiesto con urgenza di inviare carta di identità, numero di carta di credito e ogni dato sensibile. Va da sé che il testamento è falso. Nelle truffe romantiche in cui invece appaiono bellissime donne asiatiche (cinesi o taiwanesi) al, posto del falso testamento c’è l’invito a iscriversi a un sito che tratta cripto valute, con la rassicurazione che la donna in questione saprà guidare la vittima alla ricchezza in breve tempo. L’iscrizione a simili siti comporta la trasmissione dei dati della carta di credito, con tutti gli infiniti guai che ne possono derivare. Questa fase è quella più pericolosa in cui l’uomo, sotto l’effetto del colpo di fulmine, del terrore di perdere l’amata, della paura che lei stia male e in pericolo, può impegnarsi a pagare via via somme anche ingenti di denaro, spedite di solito con tramite Western Union.
E’ evidente che nel caso in cui un nostro paziente o una nostra paziente si trovino implicati in truffe del genere è necessario agire con mano ferma, forte sostegno umano e decisione, quasi strappando via la vittima da un’illusione estremamente nociva. Gli effetti di una truffa romantica possono essere altamente traumatici, in pazienti borderline causare scompensi gravi, in persone con tendenze alla depressione, episodi depressivi acuti, per non parlare di pazienti psicotici, in cui un simile raggiro – che è del resto un reato penale – sembra fatto apposta per causare breakdown gravi.
Una volta che il nostro paziente traumatizzato sia stato aiutato a strapparsi via dalla truffa, spesso ormai spinta fino alle prime estorsioni di denaro, il nostro lavoro sarà squisitamente analitico, ossia, analizzare assieme al soggetto i moventi interni che lo hanno spinto a dire di sì, a cadere nella rete. Da questo punto di vista l’incidente “amoroso” potrà rivelarsi un potente sistema di revisione, nel corso delle seduta di analisi, dei moti pulsionali, difensivi e contro difensivi del paziente. Se il lavoro sarà ben condotto, il lavoro analitico lo porterà ad una sorta di “vaccinazione” affettiva e a una maggiore consapevolezza dei propri punti deboli in campo affettivo e relazionale.
Dott. Luca ZendriPsicologo – Psicoterapeuta zendriluca@yahoo.it




